Nicola Comerci racconta Nietzsche
TEMPIO. Se Nietzsche continua ad essere, a più di un secolo dalla morte, uno dei filosofi più letti e amati, una ragione dovrà pur esserci. A porsi sulle tracce dei tanti motivi che possono aiutare...
TEMPIO. Se Nietzsche continua ad essere, a più di un secolo dalla morte, uno dei filosofi più letti e amati, una ragione dovrà pur esserci. A porsi sulle tracce dei tanti motivi che possono aiutare a comprendere il fascino di un pensatore per niente facile è intervenuto di recente anche Nicola Comerci, che all’autore di “Così parlò Zarathustra” ha dedicato un importante e voluminoso lavoro critico dato alle stampe dalla romana Inschibboleth. Il titolo dell’opera, che sarà presto presentata in pubblico, richiama diversi passi dell’opera nietzscheana, là dove il filosofo tedesco, interrogandosi sul modo più efficace per circoscrivere e penetrare la verità, suggerisce di rendersi simili a uno specchio dai cento occhi. Non si tratterebbe di potenziare lo sguardo, ma di conferire a questo una maggiore capacità prospettica.
In quasi 500 pagine, Comerci si confronta apertamente con le peripezie speculative e la profondità teoretica di un pensatore che non smette di affascinare. E lo fa con gli strumenti critici che già in passato lo hanno portato a sondare il tema dell’intersoggettività, anche se con esiti e aspettative differenti. Docente di filosofia del Liceo “Dettori”, laureatosi in Filosofia alla Sapienza e specializzatosi a Macerata, Comerci ha insegnato Filosofia politica all’Università di Sassari, dove svolge tuttora attività di ricerca e insegnamento. I suoi campi di ricerca, approcciati con una rigorosa impostazione di stampo ermeneutico e fenomenologico, vertono in particolare su due ambiti: l’etica e la politica. Oltre al saggio su Nietzsche ("Vedere da cento occhi"), ha dato alle stampe un libro su Merleau-Ponty (“La deiscenza dell’altro”, Mimesis) e “L’enigma della trascendenza”, pubblicato nel 2006 per i tipi di Editori Riuniti. (g.pu.)
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