Olbia, rischio idrogeologico: si riapre la battaglia sul Piano Mancini

La polemica attorno al progetto che aveva infiammato la campagna elettorale ricomincia in consiglio comunale

OLBIA. La battaglia sul Progetto Mancini che aveva infiammato la campagna elettorale, si riapre stasera in consiglio comunale convocato per le ore 18 . Sempre se si arriverà a discutere l’argomento, inserito all’ultimo punto dell’ordine del giorno. Intanto i contenuti vengono bocciati dai due esponenti più in vista della Coalizione civica e democratica: il capogruppo Carlo Careddu e Rino Piccinnu, vicepresidente della commissione urbanistica.

Piano da buttare? Va subito sottolineato che sicuramente una delle promesse sbandierate da Settimo Nizzi in campagna elettorale non sarà mantenuta. Il neo sindaco aveva annunciato che alla prima seduta consiliare avrebbe fatto votare la cancellazione del Piano Mancini. Qualcosa deve essere successa. Perché il consiglio comunale si è riunito più volte ma ancora dell’atto ufficiale che avrebbe acceso il fiammifero e bruciato le carte del piano di mitigazione del rischio idrogeologico della città di Olbia approvato dalla precedente amministrazione, non c’è traccia. Manco in questa delibera che invece intanto vuole accelerare l’iter per l’abbattimento delle opere incongrue (il primo punto del piano Mancini) ma poi frena il resto del primo lotto, che prevede fra l’altro la costruzione delle vasche di laminazione.

I progetti alternativi. Nella delibera si parla di incarico affidato ai tecnici del comune di Olbia, che a suo tempo peraltro avevano approvato il piano Mancini al pari delle autorità regionali preposte, per verificare se ci sono fra le osservazioni presentate in sede di Valutazione di impatto ambientale, alternative progettuali valide. In campo, ricordiamo, c’è lo studio d’Equipe che prevede un canale di gronda unico, già bocciato in sede regionale, e il progetto Olbia futura presentato da Settimo Nizzi, che prevede una sola vasca di laminazione.

Le reazioni. Carlo Careddu attacca: «Ho paura che la proposta di delibera di Nizzi ci faccia perdere tempo prezioso nella realizzazione delle opere di messa in sicurezza della città. Mi pare un pasticcio che, da un lato, non revoca il piano Mancini come promesso ai suoi elettori e, dall'altro, attribuisce un nuovo incarico per sviluppare gli allegati che mancano alle due proposte alternative al Piano già approvato e finanziato, proposte evidentemente giudicate incomplete dalla stessa amministrazione, fra le quali è compresa anche quella presentata dal sindaco del Sindaco».

«Non si capisce, però, il punto di caduta – prosegue Careddu –: cioè se si vuol iniziare da capo l'iter di approvazione delle opere di fronte all'Istituto idrografico della Sardegna o se si voglia nascondere dietro un apparente atto di umiltà il tentativo di svincolarsi dalla sua stessa proposta alternativa, dando l'onere ai nuovi tecnici di bocciarlo considerato che, anche secondo gli Uffici comunali, fa acqua da tutte le parti». «Al di là dell'impiego di ulteriori risorse pubbliche previste nella delibera per una nuova consulenza – conclude Careddu –, ciò che più mi preoccupa è il rischio di perdere i finanziamenti accordati dal Governo per la realizzazione del Piano già approvato».

Rino Piccinnu è duro. «Parliamo di tempi allungati e costi aumentati – sottolinea –. E per che cosa? Il Progetto Mancini è approvato. Qui ci si aggrappa alla V.i.a. per rimettere in gioco due piani che sono solo idee progettuali. Ripeto, il piano Mancini è approvato e la valutazione di impatto ambientale serve solo a correggere qualcosa non a stravolgerlo».

«Ma la follia pura, dal punto di vista giuridico e della logica – prosegue Piccinnu – è che il comune dovrebbe spendere soldi per capire se sono attuabili due progetti che sono solo in embrione. Non dimentichiamo poi che rimettere in gioco tutto significa anche poter perdere i finanziamenti ministeriali che oggi ci sono, ma con le emergenze diffuse nel paese, vedi ad esempio il terremoto, potrebbero esserci ripresi. Olbia deve stare attenta, non può fare giochi politici sulla pelle della sicurezza dei cittadini».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes