La Nuova Sardegna

Olbia

Completata la bonifica nella vecchia discarica

di Giandomenico Mele
Completata la bonifica nella vecchia discarica

Un intervento da 300mila euro realizzato con l’accordo tra Comune e Cipnes Ora nell’impianto di Spiritu Santu si produce energia elettrica da fotovoltaico

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OLBIA. Disinnescata una potenziale bomba ecologica. Il Comune ha completato gli interventi di bonifica, messa in sicurezza permanente e ripristino ambientale della discarica dismessa di Spiritu Santu. La notifica che non esistano più pericoli di danno ambientale arriva dalla contestuale approvazione del certificato di collaudo, come precisa una determina dirigenziale del 28 agosto.

Il percorso. È l'ultimo passo di un lungo iter che lo scorso marzo aveva portato alla stipula di un accordo tra Cipnes e Comune, transitato in Consiglio comunale e che prevedeva un «atto amministrativo fra i due enti finalizzato alla progettazione, realizzazione, gestione e programmazione finanziaria del completamento dei lavori di messa in sicurezza permanente, ripristino ambientale e gestione post operativa del sito adibito a discarica comunale (dismessa) e concessione in diritto di superficie in località Spiritu Santu a favore del Cipnes Gallura».

La storia. Comune e Consorzio industriale per anni hanno discusso della discarica comunale chiusa nel 1991 a Spiritu Santu, situata proprio al fianco dell'attuale discarica gestita dall'ente di Cala Saccaia. Una bomba ecologica, che per tanto tempo ha sollevato perplessità e polemiche. Soprattutto perché il percolato, cioè il liquido inquinante che continua a prodursi dai rifiuti organici, è sempre potenzialmente pericoloso. Il Comune di Olbia, insieme a Idrica Gallura, ha comunque costantemente controllato il potenziale inquinamento spendendo circa 130 mila euro all'anno per intercettare i possibili passaggi di materiali pericolosi nelle falde acquifere.

La bonifica. L'intervento complessivo di bonifica è costato un milione e 300mila euro, finanziato dalla Regione attraverso l'assessorato all'Ambiente. Le opere previste nel progetto e realizzate sono diverse, ma le più importanti per la sicurezza sono: il sistema di "barriera idraulica" delle acque sub superficiali; il sistema di regimazione delle acque meteoriche attraverso la costruzione di canalette.

Attualmente la discarica dismessa ospita impianti fotovoltaici, compresi nel più generale piano strategico del Consorzio sulle energie rinnovabili. Al momento, grazie ai pannelli fotovoltaici, il Cipnes ricava energia elettrica da due impianti: quello della cava dismessa di Azza Ruja e quello nella discarica di rifiuti solidi urbani dismessa a Spiritu Santu. L'impianto di Azza Ruja produce 61mila chilowattora al mese, quello di Spiritu Santu quasi 67mila nello stesso periodo di tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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