Museo, il rilancio passa dal suo restyling
Il Comune studia gli interventi per la struttura: al primo posto il rifacimento del ponte d’ingresso e il parquet da rinnovare
OLBIA. I visitatori non mancano. Entrano nel museo, non pagano nessun biglietto, gironzolano tra navi romane e ceramiche cartaginesi, poi mettono una firma e vanno via. Ma è raro che rimangano pienamente soddisfatti. Perché i reperti sono eccezionali ma comunque pochi, i video non funzionano più, poi si muore dal caldo, mancano le guide e la promozione è pressoché inesistente. Quello sull'isola Peddone è un museo a metà. L'impressione è quella di stare dentro una Ferrari che però viaggia alla velocità di una Panda smarmittata. Il museo archeologico è una elegante costruzione piena di problemi, di ostacoli che si trascinano da quasi 15 anni. Sabrina Serra, assessore comunale alla Cultura, ha accettato la sfida e si dichiara pronta al rilancio. Il Comune ha così avviato l'iter per mettere a norma il ponticello esterno: senza questo passaggio è impossibile iscriversi ai circuiti museali e dare in gestione la struttura. Intanto all'ingresso è comparso un nuovo parquet, al posto di quello divorato dalla muffa.
Ponticello e parquet. Senza la messa a norma del ponticello che lo collega con la terraferma, il museo è destinato a rimanere un fantasma. «Abbiamo avviato l'iter burocratico per appaltare i lavori - spiega l'assessore Sabrina Serra -. Per iscriversi al registro regionale bisogna rispettare alcuni criteri. Il ponticello è sicuro, ma c'è un pilone che è stato eroso dal mare. È un cavillo. Ma se non lo mettiamo a norma, non possiamo procedere con la gestione e l'iscrizione al registro. E quindi non possiamo neanche accedere ai finanziamenti». Poi c'è anche da mettere mano agli impianti elettrico e di areazione, ormai obsoleti e costosi. Nel frattempo davanti all'ingresso si sta sostituendo il parquet usurato dalle infiltrazioni dell'acqua. Tavole di legno marcio, annerite dalla muffa, che erano un po' il simbolo della decadenza del museo.
Il futuro. Oggi il museo ospita solo due navi romane, mentre quelle ritrovate durante gli scavi del 1999 sono 24. Un patrimonio unico e per nulla promosso e valorizzato. Poi trovano posto pure diversi reperti, poca roba rispetto a ciò che negli anni è stato trovato nel sottosuolo olbiese. Gli unici supporti ai visitatori sono le audio guide. Invece gli schermi che raccontavano la storia della città sono da tempo fuori uso. I visitatori che lasciano una recensione su Tripadvisor spesso evidenziano lo status di cantiere perenne, di museo incompleto. «L'obiettivo è quello di rilanciarlo, ma ancora è presto per parlare della tipologia di gestione. Facciamo un passo alla volta - spiega l'assessore Serra -. Da poco, comunque, alcuni studenti di architettura, tramite un concorso promosso dai Lions, ci avevano donato una serie di progetti. L'idea è quella di mettere in rete il museo con i siti archeologici. Noi siamo aperti a ogni proposta. Nel frattempo continueremo a organizzare sempre più mostre ed eventi e a sfruttare tutti gli spazi, come la terrazza e le aule didattiche».
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