Careddu: «La revoca del Piano Mancini? Solo balle elettorali»

Il capogruppo Pd tende la mano alla maggioranza. E la invita a lavorare insieme per restituire serenità ai cittadini

OLBIA. Il demone ha messo le ali da angioletto. Il mostro che avrebbe divorato la città assomiglia più a un animale domestico. Il Piano Mancini prosegue il suo iter anche sotto la giunta Nizzi. Particolare che non sfugge al capogruppo di minoranza, Carlo Careddu. «Nella “conferenza di consenso alle opere” al museo, mi pare sia emerso con chiarezza il valore vero delle proposte in campo e soprattutto la professionalità di chi le ha elaborate, al di là dell’originario intento degli organizzatori – afferma Careddu –. Sembrano lontani i giorni in cui l’attuale maggioranza prometteva che nei primi 30 giorni, dunque entro il mese di luglio, avrebbe revocato il famigerato Piano Mancini senza se e senza ma. Impegno messo nero su bianco, nel programma elettorale dell’attuale amministrazione, a dimostrazione della presunta serietà dell’impegno. Ma forse scritto con la penna cancellabile».

Careddu rievoca i dibattiti al veleno sul Piano Mancini. «Ricordiamo tutti la faccia ammiccante di Nizzi e il suo intercalare colorito quando arringava le folle e giurava sul suo onore che avrebbe stracciato il piano di mitigazione del rischio idraulico – aggiunge –. Non dimentico il gruppo organizzato di spettatori ed elettori che contestava aspramente il Piano per partito preso. I volti di quelle persone trasfigurati dall’odio nei miei confronti paiono essersi ricomposti. È finalmente calato il sipario sul teatrino della politica e il Re è oramai nudo di fronte alle proprie responsabilità di amministratore, padre, professionista e cittadino».

Careddu invita Nizzi a far correre il Piano. «Non c’è più spazio per le balle elettorali o per le truppe equipaggiate di fischietti e post denigratori nei confronti dell’avversario. Bisogna muoversi rapidamente per portare avanti al Servizio regionale di valutazione ambientale la procedura di Via delle opere fornendo tutte le integrazioni richieste, senza ulteriori proroghe. Bisogna correre, come abbiamo fatto noi in precedenza, per aprire i cantieri e rispettare il cronoprogramma. Quando si tratta di rischio idrogeologico, il tempo non è una variabile indipendente. Sarebbe sconveniente se la Regione, di fronte all’ incapacità del Comune, inviasse un commissario per realizzare le opere. Se ciò dovesse avvenire, a essere commissariata non sarebbe la città ma l’amministrazione Nizzi. Se la maggioranza ha veramente ritrovato la retta via, noi non ci tireremo indietro: lavoreremo sodo, nel rispetto dei ruoli, senza condizionamenti derivanti dalla diversa appartenenza politica e partitica, per restituire agli olbiesi la serenità perduta il 18 novembre 2013». (se.lu.)

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