Limbara, tante idee per il rilancio
Scuole, associazioni e amministrazione impegnati in una serie di progetti
TEMPIO. Rinasce, ma in realtà non era mai veramente finito, l’amore per il paesaggio gallurese e, in modo particolare, per il Limbara. Attraverso modalità diverse e con finalità in gran parte simili, scuole, associazioni di volontari e amministrazioni ne stanno rilanciando la scoperta. Oggetto dei desideri è soprattutto il Limbara di cui è in corso da parte di Gdv (Gallura da valorizzare), un’associazione che si è messa all’opera pochi giorni dopo la sua nascita, il censimento dei tanti percorsi naturalistici che attraversano il rilievo granitico. Se il progetto di un parco non è mai decollato, incontrando in passato un gran numero di difficoltà, l’idea di mettere in atto degli interventi utili per valorizzare la grande risorsa naturalistica ed economica della montagna di casa sta prendendo sempre più corpo.
Oggi il Limbara ha anche una sorta di angelo custode (e si tratta di un’altra associazione, SaveLimbara, operativa da qualche anno) che vigila sul rispetto del suo habitat. Ma di Limbara si parla anche nei progetti delle scuole, compreso il “Dettori” che per il progetto di alternanza scuola/lavoro ha deciso di focalizzare l’impegno dei suoi studenti proprio su questo tema. Quella del Limbara non è però una pagina bianca che necessita di essere scritta per la prima volta. Ci sono studi, progetti (addirittura la proposta di un parco letterario “De André” iscritta due anni fa ad un concorso della Fondazione del Banco di Sardegna), guide, pubblicazioni che possono costituire un repertorio di dati di grande utilità. Basterebbe ricordare le quasi pionieristiche escursioni di “Cammina Limbara”, che, inaugurando letteralmente una strada nuova, nei primi anni del 2000 ha tracciato decine e decine di chilometri di itinerari. Nel 2005 venne pubblicato il primo roadbook sul Limbara grazie a Danilo Loriga, fondatore di una piccola casa editrice, Esploraclub, che non ha ricevuto le attenzioni che meritava da parte dei soggetti, soprattutto pubblici, ai quali proponeva i suoi servizi. E dire che quelli erano gli anni in cui molto insistentemente si parlava di “destagionalizzazione”, zone interne e turismo integrato. Tradotto in due lingue (inglese e tedesco), il roadbook disegnava un percorso di 52 chilometri per escursioni in tutta sicurezza. Ricca di notizie, di facile consultazione e rivolta a più tipologie di lettori (dall’escursionista esperto al semplice amante dei reportage naturalistici) è, infine, la “Guida al Monte Limbara” di Giacomo Calvia, un testo edito da Delfino nei primi mesi dell’anno, presentato e accolto a Tempio con grande interesse e curiosità. (g.pu.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
