Le proteste per il lavoro all’ospizio
Due anni fa l’assegnazione del detenuto al servizio volontario esterno
TELTI. Il lavoro esterno al quale venne ammesso a fine estate del 2014 è stato svolto (certificano le valutazioni odierne del Tribunale di sorveglianza) con il «massimo impegno e puntualità». Ma la notizia del suo arrivo a Telti, come volontario nelle attività della Casa di riposo del paese a 17 chilometri da Olbia, sulla provinciale per Tempio, non venne accolta con grande entusiasmo dalla comunità locale. Il paese finì rapidamente nella girandola della polemica per avere accolto il progetto messo a punto dalla direzione carceraria di Nuchis, la casa circondariale a due passi da Tempio allora guidata da Carla Ciavarella. Quel programma, sostenuto dalla dirigente carceraria, era destinato anche a fortificare il servizio e la sensibilità dell'accoglienza nella comunità. Perciò fu accolto con disponibilità dal sindaco Gianfranco Pinducciu e dalla sua amministrazione. Aprire le porte della Casa per anziani a Santo Barreca, detenuto in regime di 41 bis poi derubricato in media sicurezza grazie ai comportamenti virtuosi nel carcere, e agevolarne il percorso riabilitativo che gli era stato riconosciuto dalla magistratura calabrese, aveva scatenato le polemiche. Mugugni e proteste si registrarono nell'ambiente politico locale, si scatenarono le immancabili voci grosse sui social e ci fu l'interrogazione parlamentare del deputato Mauro Pili che prefigurava il rischio di contaminazioni criminali. In quei giorni la cooperativa Opera, che gestiva la Casa di riposo, riunì i familiari degli ospiti anziani per informarli del progetto. Che ha funzionato. (gpm)
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