Anche il servizio ticket a una ditta esterna
Alma Viola, Cisl Fp: «Un sistema che non ci piace. Meglio sospendere la gara e rinviare la decisione»
OLBIA. All'inizio fu il call center, poi il Cup. Ora è il turno del servizio ticket. La Asl lo darà in appalto a una ditta esterna. Il processo di esternalizzazione, cominciato qualche anno fa, va verso il completamento come indicato nella delibera “Programma biennale degli acquisti di beni e servizi”. Nell’atto obbligatorio di programmazione biennale, che risponde a quanto disposto dal nuovo codice degli appalti, viene indicato che la gara per l’ “Esternalizzazione totale gestione cup/ticket e call center” è in corso di preparazione. Tecnicamente si dice “in istruttoria”. Il sindacato critica la decisione del commissario della Asl, Paolo Tecleme. Non solo per la contrarietà all’esternalizzazione del servizio, che metterebbe a rischio posti di lavoro, ma perché a partire dal mese di gennaio la Asl numero 2 non esisterà più, assorbita dalla Azienda per la tutela della salute. «Tra poco meno di due mesi la Asl 2 verrà cancellata – commenta Alma Viola, segretario generale della Cisl Funzione pubblica –, inglobata all'interno della Asl unica. Eppure, nonostante ciò e senza nemmeno avere avuto prima un confronto con i sindacati, il commissario Tecleme ha avviato la gara per esternalizzare anche il servizio ticket, dopo la mensa, il Cup, il call center. Come spesso accade è mancata la concertazione. Abbiamo letto questo provvedimento nella delibera pubblicata. Non sono mai stata a favore della cessione di servizi della Asl a ditte esterne in nome del risparmio. Che spesso non c’è. Sarebbe stato più opportuno rinviare la decisione al prossimo anno e convocare un tavolo di discussione».
La segretaria Viola non ne fa solo una questione di concertazione mancata. «Le persone che oggi lavorano al servizio ticket sono delle professionalità che vanno salvaguardate – commenta la sindacalista –. Già in passato abbiamo subito l’esternalizzazione di un servizio. Penso alla mensa, e secondo me non ne abbiamo guadagnato in qualità. E anche sul risparmio reale avrei qualche dubbio. Avevamo delle cucine nuove, bellissime, con ottimi cuochi. Quei posti di lavoro sono stati salvaguardati, ma i cuochi hanno smesso di fare i cuochi e sono stati riconvertiti con altre mansioni».
La delibera che indica il “Programma biennale degli acquisti di beni e servizi” era finita al centro delle polemiche qualche giorno fa. All’interno veniva indicato il trasferimento della camera iperbarica dalla Maddalena a Olbia. Un provvedimento accolto con rabbia dal Comune isolano. Immediato il chiarimento dell’azienda sanitaria gallurese. Con una nota aveva fatto sapere che «l’ipotesi di spostamento è una semplice ipotesi di lavoro maturata in urgenza, nel corso dell’estate e a cui non è stata attribuito alcun codice di priorità». (se.lu.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
