La sede Argea a rischio, c’è aria di rivolta
Coldiretti Gallura lancia l’allarme: «La Regione riveda il progetto che penalizza gli agricoltori»
TEMPIO. La Coldiretti Sassari-Gallura esprime disappunto e preoccupazione per la possibilità che la sede Argea di Tempio, costruita ex novo nel rione San Sebastiano, possa essere chiusa. Un evento gravissimo, per l’intera Gallura i cui imprenditori agricoli perderebbero l’accesso sul territorio ai servizi offerti dall’Agenzia nella gestione e nell’erogazione degli aiuti in agricoltura. «Per far crescere il settore agricolo e puntare sull’economia rurale – spiega Coldiretti Sassari-Gallura – è necessario garantire a tutti i lavoratori delle aree interne un’assistenza continuativa e personalizzata. La chiusura della sezione territoriale di Tempio, se malauguratamente messa in essere comporterebbe la definitiva cessazione nell’erogazione dei servizi essenziali a favore degli agricoltori e degli allevatori che operano in quest’area creando una conseguente flessione nel sistema economico e produttivo».
L’Argea di Tempio, ricorda la Coldiretti Sassari-Gallura, « svolge un ruolo centrale nell’economia agricola locale e ogni anno elabora più di 2.500 richieste di finanziamento per le misure a premio come il benessere animale, l’indennità compensativa e l’agricoltura biologica». Ma non basta. L’ufficio evade il 25% circa delle domande regionali in materia di ristrutturazioni viticole (90), ristrutturazioni delle cantine (25 domande) e acquisizione dei premi per i riproduttori bovini (200 pratiche l’anno). Anche sul miglioramento delle sugherete la percentuale di domande presentate in questa sezione è tra le più alte dellaSardegna con 55 richieste effettuate, a fronte delle 152 depositate a livello regionale.
Da Ermanno Mazzetti, direttore di Coldiretti Sassari-Gallura, arriva la pressante richiesta alla Regione di rivedere i programmi e tornare sui suoi passi,tenendo conto delle peculiarità del territorio e dei segmenti di eccellenza tipici della tradizione agricola gallurese. «Se la Regione vuole incentivare la crescita del settore zootecnico e vitivinicolo – osserva Mazzetti – non può eliminare un presidio territoriale di questa portata, costringendo gli imprenditori a rivolgersi alla sede di Sassari. Il rischio sarebbe quello di creare un grave disservizio e di indebolire l’economia locale». (a.m.)
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