Il Comune stanzia 280mila euro per un nuovo piano anti alluvione

Una parte dei soldi, 70mila euro, sottratti alla bonifica dei siti inquinati. 130mila dall’Urbanistica Nizzi: «Risorse solo per lo studio di fattibilità». Pd e M5stelle inviano la delibera alla Corte dei conti

OLBIA. Tra le pieghe di una variazione di bilancio apparentemente da sbadiglioni compaiono 280mila euro per finanziare l’alternativa al piano Mancini da presentare in sede di Via, valutazione di impatto ambientale. La cifra è stata raggranellata prendendo i 70mila euro per la bonifica dei siti inquinati. Altri 131 mila erano destinati a nuovi incarichi nel settore Urbanistica. Il resto verrà finanziato con le multe. La Coalizione civica e democratica e il M5Stelle invieranno la delibera con la variazione di bilancio, approvata solo dalla maggioranza, alla Corte dei conti. Ritengono che finanziare un piano gemello del Mancini, già finanziato con soldi pubblici e in via di approvazione, sia illegittimo.

Il 21 ottobre il sindaco Settimo Nizzi aveva annunciato il bando per realizzare il piano anti-alluvione alternativo. Lo stesso giorno la Regione aveva comunicato che avrebbe gestito in prima persona il primo lotto del Piano Mancini: la realizzazione della prima cassa di laminazione. “La prossima settimana pubblichiamo il bando per incaricare dei professionisti di preparare un piano alternativo – aveva dichiarato –. Entro 60 giorni avremo un nuovo progetto da sottoporre a Via”. I tempi non sono quelli flash annunciati dal primo cittadino, ma la filosofia resta la stessa. «Siamo sempre stati contrari al piano Mancini – dice testuale Nizzi in aula –. Siamo stati commissariati solo per la realizzazione delle vasche. Nella nostra idea di progetto esistono le vasche di laminazione, non ci tagliamo la testa se sono una o due. È l’ubicazione che non ci piace come stabilita dal Mancini. Non potevamo presentare solo una osservazione come idea progettuale di una amministrazione. Abbiamo quindi trovato i denari per fare un bando. Inizialmente pensavamo di fare solo uno studio di fattibilità. Nel bando abbiamo poi scritto che chi fa lo studio fa anche il progetto definitivo, esecutivo e direzione lavori. E per ogni voce abbiamo indicato i costi. Per ora abbiamo solo i soldi per lo studio di fattibilità». Dura la posizione del Pd e del M5stelle. Al momento della votazione i consiglieri hanno levato la scheda di presenza per non partecipare al voto. «Avete fatto una variazione di bilancio omnia, inserendo i soldi per i risarcimenti degli alluvionati, contro cui non possiamo certo votare contro, insieme alle risorse per l’incarico professionale – commenta Carlo Careddu, Pd –. State facendo un bando non per valutare tra le proposte alternative al Mancini quale sia la migliore, come avevate detto. Ma per produrre una soluzione alternativa, che ricalca quella di Olbia Futura, in sede di Vas, dove si valutano solo gli effetti dell’impatto ambientale. Nel caso in cui questa proposta dovesse essere giudicata meno impattante del Piano Mancini si ritornerà alla casella di partenza. Si dovrà fare un progetto esecutivo, presentarlo all’Autorità di bacino e ottenere tutte le autorizzazioni che il Piano Mancini già ha».

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