La Nuova Sardegna

Olbia

Scontro frontale, muore 32enne

di Serena Lullia
Scontro frontale, muore 32enne

La C3 di Vito Spartà è stata centrata dalla Polo guidata da Fabio Petta, da ieri agli arresti

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OLBIA. Il suo cuore di guerriero ha continuato a battere mentre i vigili del fuoco cercavano di liberare il corpo prigioniero delle lamiere. Ha lottato per vivere Vito Spartà, ingegnere di 32 anni, dopo che la sua C3 è stata centrata in modo violento da una Volkswagen Polo, sulla strada per Pittulongu. Il ragazzo è rimasto incastrato dentro la sua auto, accartocciata dallo schianto come una scatoletta di latta. Le gambe incastrate sotto il motore, la macchina in bilico nella cunetta. Quando i vigili del fuoco dopo due ore sono riusciti a liberarlo, è partita la disperata corsa in ospedale. Ma il cuore di Vito Spartà ha smesso di battere prima di arrivare al Pronto soccorso del Giovanni Paolo II. Per il conducente della Polo che ha travolto la C3 di Spartà all’altezza del Pozzo Sacro, è scattato l’arresto. Fabio Petta, di 24 anni, è piantonato dai carabinieri in ospedale dove è ricoverato in stato di choc. Il suo tasso alcolemico, secondo quanto riferito dai militari, è risultato due volte superiore alla media consentita. Il ragazzo è accusato di omicidio stradale. Questa mattina si svolgerà l’interrogatorio di garanzia per la convalida.

Lo scontro frontale è avvenuto verso le 22,30 di mercoledì. Vito Spartà rientrava dalla casa della compagna che si trova nel borgo di Mare e Rocce. Dalla parte opposta Fabio Petta, alla guida della Polo, viaggiava insieme ad altri due amici, in direzione Pittulongu. Rientrava da viale Aldo Moro dove aveva appena comprato delle pizze e dei panini. Lo schianto si è consumato in pochi minuti. Secondo la ricostruzione dei carabinieri la Polo poco prima di una curva all’altezza dell’hotel Luna Lughente è arrivata a forte velocità invadendo la corsia opposta e centrando la Citroen. Uno schianto violento, che ha fatto ribaltare per alcuni metri la macchina su cui viaggiava Spartà, facendola finire in cunetta, in bilico contro la parete di roccia.

Sul posto sono arrivate le squadre dei vigili del fuoco. Per circa due ore hanno dovuto lavorare per estrarre il giovane rimasto incastrato tra le lamiere. Un’operazione lunga e delicata durante la quale sono state tagliate le portiere e la cappotta. Mentre i vigili facevano questa operazione Vito era ancora vivo anche se il battito era debole. Il suo cuore si è arreso sull’ambulanza del 118 che a sirene spiegate attraversava la città per raggiungere l’ospedale Giovanni Paolo II.

Anche Petta, insieme agli amici che viaggiavano con lui, tutti poco più che ventenni, sono stati trasportati in ospedale ma hanno riportato lievi ferite. Evidenti anche sulla Polo i segni dell’impatto violento.

I rilievi, eseguiti dai carabinieri della sezione Radiomobile sono andati avanti per diverse ore sulla strada provinciale 82. Petta è stato sottoposto agli esami del sangue da cui è emerso che il suo tasso alcolemico era almeno due volte superiore al limite consentito dalla legge. Già in passato il giovane operaio era risultato positivo all’alcoltest. Per lui, in virtù della severa legge sull’omicidio stradale sono scattate le manette. La legge, entrata in vigore a marzo di quest’anno, prevede infatti l’arresto immediato e una condanna tra gli 8 e i 12 anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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