Ragnedda: «Ora serve una pace sociale»
Il Puc e la Casa della salute tra le opere rimaste in sospeso su cui il sindaco aveva puntato
ARZACHENA. Lascia in eredità al suo successore i due progetti ai quali maggiormente teneva, ma che non è riuscito a portare a casa. Il Puc e la casa della salute. Sono queste le due incompiute su cui il sindaco dimissionario Alberto Ragnedda rivela gli ultimi passaggi. «Con la Asl è stato trovato l’accordo per la sopraelevazione del poliambulatorio – spiega –. Un’opera concordata che vedrà la luce tra un anno». Il Piano urbanistico comunale resta l’altro obiettivo non raggiunto. «Abbiamo perso quasi due anni per risolvere la condizione di illegittimità del vecchio incarico ai tecnici – ricorda l’ex primo cittadino –. Poi abbiamo dovuto dare i nuovi incarichi, secondo i tempi della legge. Il riordino delle conoscenze, che sta alla base del Piano urbanistico sarà consegnato entro il 31 dicembre e sarà a disposizione della nuova amministrazione». Un piccolo patrimonio da cui il nuovo esecutivo potrà riprendere il percorso verso il Puc, ma con un occhio molto attento alla Regione. Fino alla definizione della nuova legge urbanistica potrebbe essere controproducente distribuire mattoni sulle carte del territorio.
Bilancio. Il documento che stabilisce come l’ente locale deve spendere i soldi per l’anno successivo non è stato approvato. Sarà uno dei primi impegni che dovranno essere portati avanti dal commissario. Nel frattempo il Comune lavorerà con una spesa mensile in dodicesimi, come previsto dalla legge e come già accaduto in passato.
Stop ai veleni. Ragnedda spera anche che il suo addio anticipato al Palazzo eviti una campagna elettorale al veleno. «Non sono mai stato nè un portatore nè un generatore di veleni – commenta –. Ad Arzachena oggi serve un grande progetto che porti la pace sociale. Chi parte con questi presupposti ha già vinto le prossime elezioni. Credo che questo sia il momento perché le forze migliori, le più sane di questa comunità dialoghino per portare avanti un cammino di sviluppo partendo da questa eredità».
I ringraziamenti. Ragnedda rivolge poi un pensiero affettuoso «ai dipendenti comunali, ai dirigenti a e tutto il Consiglio, in particolare a quei consiglieri di maggioranza e assessori che hanno lavorato e si sono adoperati disinteressatamente per la nostra comunità. Ma il grazie più grande va a tutti gli arzachenesi».
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