Sequestrate le strutture del Phi Beach
Il provvedimento del gip del tribunale di Tempio è stato notificato al titolare del centro turistico, indagato per abusi edilizi
BAIA SARDINIA. L’inchiesta sui presunti abusi edilizi nel Phi Beach di Baia Sardina, avviata la scorsa primavera dal capo della procura della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi, ha fatto registrare una nuova impennata. Ieri gli uomini della capitaneria di porto e della guardia costiera di La Maddalena hanno posto sotto sequestro preventivo diverse aree della struttura turistica in quanto ritenute realizzate su zona demaniale e senza alcuna autorizzazione. Il provvedimento del gip Alessandro Di Giacomo è stato notificato a Luciano Guidi, nato a Piacenza 53 anni fa e residente ad Arzachena, rappresentante legale della “Medex srl”, la società che gestisce il vecchio Forte Cappellini, e Lorenzo Sanna, un sassarese di 38 anni, indagati per i presunti abusi edilizi. L’inchiesta, avviata lo scorso maggio dalla procura della Repubblica, è stata affidata agli uomini della guardia costiera di La Maddalena che ieri, guidati dal comandante della capitaneria di porto Leonardo Deri, hanno provveduto a sigillare le zone sottoposte alla misura cautelare disposta dall'ufficio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tempio Alessandro Di Giacomo, ponendo i sigilli a numerose aree di pertinenza della struttura turistica che, stando all’indagine, sarebbero state realizzate in maniera abusiva e «senza alcun titolo concessorio ed autorizzativo, su una superficie complessiva pari a circa 850 metri quadrati», si legge nel comunicato stampa diffuso dalla guardia costiera. Per scendere nei particolari particolare sono state poste sotto sequestro numerose pedane e piattaforme realizzate in doghe di legno, il chiosco bar, l'area uso lettini, diversi camminamenti in pietra, una piattaforma sul mare uso ristorante e un casotto in legno dove adibito a zona ristorante.
«La complessa operazione di polizia demaniale condotta dalla Capitaneria di porto di La Maddalena mira a ripristinare la legalità, attraverso la verifica del rispetto delle normative nazionali e regionali inerenti il corretto utilizzo del pubblico demanio marittimo e la tutela dell'ambiente marino e costiero», spiega il comunicato stampa. L’indagine della Procura gallurese aveva portato, nel maggio scorso, ad un primo provvedimento di sequestro di alcune aree realizzate, si riteneva, illegittimamente, un provvedimento che venne impugnato dai legali della società che da anni gestisce la vecchia fortezza militare su uno dei promontori granitici più belli e panoramici dell’intera Gallura. Ora si attende che i legali della struttura turistica prendano visione dei nuovi atti che hanno portato alla contestazione per studiare le mosse difensive. (red. ol.)
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