Mario Pischedda, le nuove sfide dell’artista alternativo

TEMPIO. È l’artista antisistema per antonomasia. Così antisistema da non combattere il cosiddetto “sistema”, limitandosi (e non è, certo, poco) a non farsi inglobare da questo. È Mario Pischedda, il...

TEMPIO. È l’artista antisistema per antonomasia. Così antisistema da non combattere il cosiddetto “sistema”, limitandosi (e non è, certo, poco) a non farsi inglobare da questo. È Mario Pischedda, il più imprevedibile degli artisti galluresi, autore di performance, spettacoli e libri in cui l’originalità, seppure riconducibile a uno stile ben preciso, è il vero marchio di fabbrica. Di recente, per l’editore milanese Galizio, ha dato alle stampe “Cocineros extremos”, libro idealmente dedicato al figlio Fulvio, uno zibaldone di pensieri in “libera uscita”, aforismi, annotazioni, versi, ma anche foto e illustrazioni, parti di un diario che, sotto la forma di un libro autoprodotto, racconta la vulcanica quotidianità di un artista che percorre strade che raramente s’incrociano con i circuiti “ufficiali”. Difficile, se non impossibile, sarà perciò trovarlo in una libreria. Anche “Cocineros extremos”, come gli altri lavori di Pischedda, tutti esauriti da tempo, si sottrae alle logiche del mercato.

I fortunati che sono riusciti a procurarsene una copia hanno azionato il meccanismo dello scambio: c’è chi ha “ricompensato” l’autore con altri libri e chi gli ha dato in cambio salami pregiati e litri di olio d’oliva extravergine. La logica è chiara: quando si ha a che fare con prodotti dell’ingegno, non c’è una controvaluta esattamente corrispondente. A Roma, dove è stato recentemente presentato, “Cocineros” ha ricevuto un’accoglienza trionfale. Molti artisti hanno preso parte all’incontro. Tra questi, Francesca Fini, Donato Sansone (regista che ha collaborato con i “Verdena”, “Afterhours” e “Subsonica”) e il cantautore Emanuele Caputo Curandero. Tutti hanno reso il loro personale tributo, simile a un pegno di stima e amicizia, a Pischedda. Nella capitale è stato proiettato anche il video inedito “Poetry for dogs”, che è valso a Pischedda il premio come miglior video d’artista 2016 del Museo Immaginario. Ancora una volta Pischedda ha spiazzato tutti con quella che si può dire una prima assoluta mondiale: la traduzione in versi canini dell’Infinito di Leopardi. Un omaggio al grande recanatese, ma anche all’immaginazione artistica che sfida il senso comune e tenta sempre nuove strade, da parte di quello che la giuria del premio ha definito “un maestro del contemporaneo che ha scelto di produrre creatività in modalità bulimica, gestita come la scia di una nave”. (g.pu.)

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