Parcheggi a Pittulongu, Nizzi è indagato
Il sindaco e un dirigente comunale sono accusati di abuso edilizio nel cantiere aperto senza l’autorizzazione paesaggistica
OLBIA. Il sindaco Settimo Nizzi è indagato per abuso edilizio e assenza di autorizzazione paesaggistica. La vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto riguarda la realizzazione dei parcheggi alle spalle della spiaggia di Pittulongu nel mese di luglio di quest’anno. Per lo stesso reato è indagato anche il dirigente del settore Urbanistica, Tino Azzena. Le aree di sosta contestate sarebbero nate su una zona ad altissimo rischio idrogeologico, in cui è vietato muovere anche solo uno spillo.
L’annuncio. È lo stesso Nizzi (assistito dall’avvocato Sergio Milia) a comunicare la notifica dell’avviso di concluse indagini. «In mattinata mi è stata notificata, da due appartenenti al corpo forestale regionale di Tempio la conclusione delle indagini preliminari per il reato di abuso edilizio e assenza di autorizzazione paesaggistica per i lavori di messa in sicurezza dei parcheggi di Pittulongu, eseguiti nel luglio 2016. Ritengo che chi rappresenta la comunità debba essere sempre chiaro e trasparente con i propri concittadini, avere il coraggio delle proprie azioni e rendere pubblico anche quanto consegue alle sue azioni. Sono sereno e rimango convinto del mio chiaro e legale comportamenti negli atti amministrativi. Da sempre sono un convinto osservatore delle leggi dello Stato e delle sue istituzioni. Nutro assoluta fiducia nei magistrati del tribunale di Tempio, certo di provare la correttezza del mio comportamento».
I parcheggi. Le ruspe alle spalle del lido di Pittulongu avevano fatto scattare un sopralluogo della Forestale. L’amministrazione Nizzi appena insediata aveva deciso di creare delle aree di sosta per consentire ai frequentatori della spiaggia di posteggiare l’auto. Uno stop alla pratica molto diffusa del parcheggio selvaggio, che ogni estate mette a rischio la sicurezza. I mezzi meccanici si erano messi al lavoro a luglio, avevano realizzato attraversamenti in cemento, creato canali di scolo per le acque. Secondo gli uomini della Forestale al comando dell’ispettore Giancarlo Muntoni, quelle opere sarebbero state realizzate senza autorizzazione del Corpo forestale, del Genio civile e della Regione.
Zona Hi4. Le aree di sosta, all’interno del Piano di assetto idrogeologico vengono indicare come Hi4, ad altissimo rischio idraulico, il più alto in assoluto. “Su queste zone le possibilità di un evento climatico eccezionale sono statisticamente di una ogni 50 anni – aveva dichiarato l’ispettore Muntoni la scorsa estate –, ma niente esclude che un’alluvione possa ripetersi ogni anno. Sono aree pericolose”.
Tutto in regola. Già a luglio il sindaco Nizzi aveva replicato punto per punto alle accuse arrivate dall Forestale. Il primo cittadino aveva precisato che l’intervento autorizzato alle spalle della Playa era di manutenzione ordinaria e straordinaria. Nizzi aveva citato anche l’articolo 37 della legge regionale che autorizza interventi di questo tipo anche nelle zone sottoposte a vincoli assoluti in base al Piano di assetto idrogeologico.
La notifica. Ieri mattina Nizzi ha ricevuto la notifica della chiusura delle indagini. I reati che gli vengono contestati sono abuso edilizio e assenza di autorizzazione paesaggistica. Spetterà ora al giudice decidere se archiviare il caso o rinviare a giudizio il sindaco.
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