Nizzi: «Il bando comunale è legittimo»

Il sindaco difende la scelta politica di affidare l’incarico per un nuovo studio di fattibilità. «Il Mancini allagherebbe la città»

OLBIA. Al fioretto della Regione risponde con un arsenale da guerra santa. Il sindaco Settimo Nizzi difende l’embrione del piano anti-alluvione bis la cui nascita viene annunciata per l’estate. Paolo Maninchedda nel suo blog aveva distinto in modo netto il Piano Mancini, già approvato dall’Autorità di bacino e finanziato dal Governo, dal bando comunale per lo studio di fattibilità. Senza mai dirlo apertamente il commissario del Governo contro il dissesto idraulico in Sardegna aveva fatto capire che su quella procedura ci sono dubbi di legittimità. «Pensi alla legittimità degli atti che ha fatto lui – attacca Nizzi –. Noi seguiamo solo la legge. Il bando lo abbiamo finanziato con i fondi del Comune, non della Regione. È un nostro diritto».

A muso duro. Maninchedda, sul suo blog aveva usato parole morbide ma di impatto per chiarire la posizione sul Piano Mancini. «La Regione ha conquistato tempestivamente le coperture finanziarie, ha predisposto un progetto e lo sta sviluppando; ha finanziato le opere connesse e intende vederle realizzate. La Regione fa valutare legalmente ogni sua azione su questa materia e se ravvisasse la frapposizione di ostacoli illegittimi o di ritardi ingiustificati alle opere di prevenzione e di tutela, agirebbe e agirà di conseguenza». La reazione del sindaco non ha toni concilianti. «L’assessore si metta d’accordo con sé stesso – afferma Nizzi –. Prima invita il Comune a ritirare il progetto Mancini perché incompleto, poi ci commissaria per le vasche di laminazione ma ci dice che il Comune è libero di fare ciò vuole. Non abbiamo bisogno che ci dica lui cosa fare. Noi abbiamo una linea politica seria, non siamo saltimbanchi, non passiamo da una parte all’altra dell'asse politico».

I tempi lunghi. Nizzi è consapevole dei tempi lunghi del piano bis. Il bando è stato pubblicato il 30 dicembre. Se tutto dovesse filare liscio lo studio di fattibilità verrà presentato all’Autorità di bacino per l’estate. Nel caso in cui venisse approvato si procederà a finanziare con 5 milioni di euro progetto di fattibilità tecnica, definitivo, esecutivo, coordinamento della sicurezza e direzione lavori. «I tempi li conosciamo bene – afferma Nizzi –. Le risposte che Maninchedda chiede gli verranno date, ma la smetta di fare il leone di giorno e il coniglio di notte. Non può attaccare sul suo blog e poi aspettare di ricevere normali risposte». Il sindaco difende il bando per il nuovo studio anti-alluvione costato 200mila euro. «È un nostro diritto, non stiamo spendendo soldi della Regione ma soldi nostri – sottolinea –. I cittadini hanno il diritto di salvaguardarsi e scegliere la soluzione migliore. Abbiamo la certezza che con il Piano Mancini la città verrebbe allagata. Agiamo per impedire che ciò accada. Abbiamo dato l'incarico come prevede la legge. Siamo tranquilli, al massimo è lui che non lo è». Nessun timore di una sovrapposizione tra la realizzazione delle vasche, la cui progettazione è stata affidata a dicembre, e lo studio di fattibilità atteso per l’estate. «Quando ci sarà lo studio le vasche ancora non ci saranno».

Ponti tappo. Tutti le conoscono con il burocratico termine di opere incongrue. Sono i ponti e gli attraversamenti tappo, ostacoli al regolare flusso delle acque. Sono il primo passo della messa in sicurezza della città pensata dall'ingegnere idraulico Marco Mancini. Lavoro che anche Nizzi ha voluto salvare. Il bando del Comune per appaltare gli abbattimenti è in ritardo. La gara annunciata per dicembre viene spostata adesso alla fine di gennaio.

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