Costa Smeralda, Barrack si arrende al fisco e paga 22,7 milioni

Accusato di non aver pagato le tasse sulla vendita del paradiso delle vacanze, il finanziere Usa ha infine versato l'intera cifra

OLBIA. Questa volta neanche un navigato corsaro dell’alta finanza come Tom Barrack ha potuto defilarsi. Come previsto nell’atto di transazione, firmato dalla sua Colony Capital con la direzione regionale dell’Agenzia delle entrate, il finanziere americano ieri mattina ha versato in una unica soluzione la bellezza di 22,7 milioni di euro. È esattamente la somma richiesta alla galassia di società della holding, costituite in Lussemburgo, per sanare almeno dal punto di vista amministrativo l’addebito della presunta evasione fiscale commessa da Barrack nella vendita della Costa Smeralda al fondo sovrano del Qatar. Significa che, almeno dal punto di vista fiscale, la vicenda è chiusa. Per le inchieste penali, invece, si vedrà.

 A mettere Tom Barrack all’angolo con la transazione firmata alla vigilia di Natale era stato il colpo a sorpresa del procuratore di Tempio Domenico Fiordalisi che, indagando sulla presunta evasione fiscale nella vendita della Costa Smeralda, lo scorso ottobre aveva chiesto formalmente al tribunale gallurese di dichiarare il fallimento della Colony. Da quel momento una lunga trattativa che ha portato alla transazione, frutto di una perfetta sintonia tra la Procura di Tempio, la direzione regionale dell’Agenzia delle entrate e gli ufficiali di polizia tributaria della guardia di finanza di Sassari guidati dal colonnello Marco Sebastiani.

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