Costa Smeralda da record: super premio ai lavoratori

L'hotel Cala di Volpe in Costa Smeralda

Un bonus da 700 a 800 euro ai dipendenti degli alberghi gestiti da Starwood. Al Cala di Volpe 191mila euro di ricavi al giorno. Cgil e Cisl: «È un’oasi felice»

OLBIA. Del Cala di Volpe, inteso come hotel, si sa (quasi) tutto. Bello, conosciuto in tutto il mondo, ottimamente frequentato. Si sa meno che, nei cinque mesi in cui resta aperto, produce qualcosa come 191 mila euro di ricavi. Al giorno. Fatti i conti finali, sono 28 milioni 700 mila euro di fatturato totali. Numeri che pochissimi alberghi hanno in Italia e in Europa.

Cifre che Starwood-Marriott, il colosso americano dell’accoglienza che gestisce le strutture della Costa Smeralda per conto del Qatar (e forse di nuovo di uno statunitense...), ha fornito ai sindacati, Cisl e Uil, al momento di fare il bilancio sulla stagione 2016 e di tirare fuori il premio di produttività per gli oltre 900 dipendenti. È andata bene, la scorsa estate. Meglio di quella del 2015. E infatti, agli aumenti percentuali dei ricavi, corrispondono anche quelli in busta paga.

«Tra marzo aprile - annunciano Giusy Pittalis (segretario provinciale della Filcams-Cgil) e Alberto Farina (storico leader della Cisl gallurese ) - i dipendenti con contratto fisso incasseranno un premio annuale che oscilla da un minimo di 684 euro a un massimo di 787 euro. Quelli stagionali, lo avranno parametrato in base ai mesi lavorati».

In media, rispetto al 2015, il premio è superiore di 100 euro. Questo perché tutti gli obbiettivi del contratto integrativo degli alberghi di Starwood-Marriott in Costa Smeralda, una conquista che ha decenni di buon funzionamento, sono stati raggiunti: dall’occupazione delle camere ai numeri della ristorazione.

«Il Cala di Volpe ha fatturato 28 milioni 700 mila euro, + 10% sul 2015 - spiegano Pittalis e Farina, che hanno avuto i numeri dalla società americana -. Il Pitrizza, 15 milioni 600 mila, + 17,8%. Il Cervo, 11 milioni 300 mila, + 16%. Solo il Romazzino, con un fatturato di 19 milioni 700 mila, ha avuto un calo di 500 mila euro, per non aver potuto usare le ville in pieno. Non possiamo che essere soddisfatti - dicono i due sindacalisti - perché questi risultati sono stati ottenuti, come ci ha spiegato la società, nonostante non si possano fare gli interventi strutturali di cui gli alberghi avrebbero bisogno. E lo siamo perché quegli alberghi della Costa Smeralda rappresentano una piacevole eccezione: sono poche le aziende, in Gallura, che pagano un premio di produttività in questo campo».

Quello del turismo in cui, spiegano Pittalis e Farina, stanno invece aumentando, e molto, le cause. «Spesso i lavoratori, che prima facevano causa alla fine della stagione, ora le avviano a giugno, luglio, agosto - segnalano -. Tutti denunciano gravi irregolarità: straordinari non pagati, orari di lavoro non rispettati. Un brutto segnale. Specie nelle piccole aziende, le regole non vengono rispettate. E questo non fa bene né ai lavoratori, né al sistema Gallura».(g.pi.)

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