Raccolte 3000 firme per il punto nascite

La Maddalena, la battaglia delle donne incinte per non far perdere all’isola l’assistenza alle partorienti

LA MADDALENA. Sono state quasi 3000 le firme raccolte ieri difronte all’ospedale Paolo Merlo contro la cancellazione del punto nascite a La Maddalena. La battaglia delle donne dunque continua, e ieri, 8 marzo, si è intensificata: le ragazze con il pancione stanno facendo il porta a porta per sensibilizzare anche le famiglie e le mamme che non sono potute scendere in piazza. Il gazebo insomma ha raccolto le adesioni della gente, stanca di subire. Tutti vogliono che il punto nascita non solo venga confermato, ma anzi rafforzato. «L'isola – è il parere di tutti – non può accettare che l'elicottero che trasporti le partorienti risolva i problemi». Anche perché se l’emergenza scattasse in giornate come quella di lunedì, con il vento che ha soffiato a 110 chilometri orari, l’elicottero avrebbe grosse difficoltà a sollevarsi.

Federica, una delle partorienti, afferma che «il punto nascita deve rimanere sempre aperto. Noi manifestiamo perché è un nostro diritto usufruire di questo servizio. Mio figlio deve nascere in sicurezza. Però, va detto, manifestiamo anche per gli altri reparti, perché il Paolo Merlo deve dare sicurezza ai pazienti dell’isola».

Tornando al discorso delle puerpere Federica continua. «E' meglio partorire qui, perchè meno rischioso di dover fare un viaggio, prima 25 minuti sul traghetto, poi di altri 40 in ambulanza sino a Olbia».

Anche Melissa che aspetta la nascita del figlio a fine mese e che dovrebbe essere la prima ad affrontare il parto con le nuove disposizioni dell’Assl, continua anche lei la protesta. «Siamo noi a manifestare con il "pancione " e a ragione, perché non si può stare senza il punto a La Maddalena. Il ministro Lorenzin deve firmare la deroga già concessa ad altri paesi forse piu piccoli di noi e disagiati meno di noi . Continueremo a lottare per vincere».

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