La Cgil: «La vera emergenza è l’ospedale»
Per il sindacato la salute è un diritto primario dei cittadini: «Dibattito oscurato dal punto nascite»
LA MADDALLENA. La vera emergenza sanitaria alla Maddalena? L’ospedale, inteso come presidio necessario e primario. È il punto di vista della Cgil che sottolinea però come questo problema oggi, nella grande ribalta mediatica, stia rischiando di essere oscurato dalla battaglia sul punto nascite.
«Uno slogan del movimento del ’68 oggi ritorna a essere scandito nella piazza mediatica costruita attorno ad un problema reale, il diritto alla salute a partire dalla nascita – dicono in una lettera aperta Luisella Maccioni e Lorenzo Porcheddu della Cgil Funzione pubblica –, un diritto che deve essere garantito per tutti i cittadini con una osservazione: che i servizi sanitari siano paritari su tutto il territorio nazionale e che queste prestazioni possano mettere tutti i cittadini ad essere accolti dal servizio sanitario in condizioni di sicurezza di modo che lo stesso cittadino possa essere messo in condizione di essere stabilizzato, curato e trasportato il più celermente possibili verso centri specializzati. Ci pare che questo è e deve essere il paradigma di una buona sanità».
Allora, si chiedono provocatoriamente i sindacalisti «di che cosa si sta parlando nell'agorà mediatico? Si sta affrontando un problema importante ma sussidiario quale quello del punto nascita alla Maddalena, mentre si sta completamente relegando a "piano b" il vero dilemma che attanaglia la sanità maddalenina: l'assenza di un servizio certo e garantito di urgenza-emergenza e della mancata riqualificazione dell’ospedale, presidio necessario e primario. Il vero problema è l'ospedale per la semplice ragione che un cittadino colpito da infarto o da altre patologie, ma anche da un evento naturale quale il parto, possa essere "curato" attraverso un sistema virtuoso che partendo dalla formazione e dalla professionalità del personale permetta di stabilizzarlo e di trasportarlo, se necessario, nel centro specializzato più vicino visto che purtroppo, non possiamo pensare che alla Maddalena si possano costruire centri specializzati. Questa sarebbe la normalità in una sanità qualificata e vicina al cittadino, ma anche una idea forte che partendo dalla condizione di disagio di vivere in un'isola minore declini certezze sanitarie affermando che è indispensabile che i livelli minimi siano garantiti anche nei territori più remoti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google