Nave del tonno, pressing su Roma

Preziosi e Nizzi al lavoro per far tornare in città il punto di ispezione sugli alimenti

OLBIA. Doppio appuntamento istituzionale per la As do Mar e la Corridoni, con l’obbiettivo di salvare il lavoro legato all’arrivo delle navi piene di tonno. Il rappresentante della fabbrica delle scatolette, Ruggero Bogoni, e quello della compagnia portuale, Piero Diana, accompagnati da Franco Monaco, segretario della Cgil trasporti, hanno incontrato prima Pietro Preziosi, commissario straordinario dell’autorità portuale, poi Settimo Nizzi, sindaco di Olbia. Tema unico, il punto di ispezione transfrontaliero, il Pif, quello che prima era in città e poi il ministero della Salute ha trasferito a Cagliari, quello senza il quale la As do Mar rischia di non avere più la nave che porta il tonno direttamente dall’Oceano Pacifico e la compagnia portuale una vitale commessa per sopravvivere dopo che Vincenzo Onorato, proprietario di Moby e pure di Tirrenia, ha tolto alla storica Corridoni l’altrettanto storico servizio di carico e scarico delle merci dalle navi.

Sia Preziosi che Nizzi si sono impegnati a trovare una soluzione, anche transitoria, al guaio, sul quale ha preso pozione anche la Cisl, defineldolo «assurdo» e chiedendo «buon senso e flessibilità al ministero della Salute». «È tutto paradossale - dice Monaco -. Il Pif è stato spostato a Olbia, ma per l’Unione Europea, che ha pubblicato l’aggiornamento dei punti in tutto il Continente dopo il trasferimento a Cagliari, resta a Olbia: un segnale inequivocabile dell’importanza dello scalo gallurese. In più, i veterinari che devono controllare gli alimenti in arrivo da paesi extra Ue non sono di Cagliari, ma di Sassari. Quindi, come nel caso della nave con il tonno diretta a Olbia che ha dovuto fare sosta a Cagliari perché lì c’è il Pif, i veterinari hanno dovuto muoversi da Sassari per Cagliari. Ma per Olbia non possono farlo. Questo perché devono controllare gli alimenti solo ed esclusivamente dove c’è il Pif».

Burocrazia, troppa burocrazia, dunque. «Preziosi e Nizzi hanno detto che cercheranno di capire se c’è una soluzione che possa permettere alla nave di arrivare direttamente a Olbia. Siamo fiduciosi» conclude Monaco.

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