Il Comune restituisce la caserma allo Stato e gli regala l’ex Aspo

Il palazzo di corso Umberto doveva ospitare l’Università Gli uffici di via Capotesta ceduti gratis alla Soprintendenza

OLBIA. Il Comune impacchetta la caserma della Guardia di finanza e senza rimpianti la restituisce al Demanio. È la fine ufficiale dell’università nell’edificio in cima a Corso Umberto. Stracciato solo a metà l’accordo della giunta Giovannelli con cui l’amministrazione otteneva per 50 anni la caserma e in permuta metteva a disposizione dello Stato gli uffici di via Tavolara, ex sede dell’Aspo. La giunta Nizzi ha infatti deciso di disfarsi della caserma, ma non cambia idea sulla concessione a titolo gratuito del palazzo dell’Aspo per dieci anni.

Edifici gratis allo Stato. Andrà alla Soprintendenza archeologica. Ma il protocollo di intesa firmato da Comune, Aspo e Demanio stabilisce anche che allo Stato verrà data una porzione dell’edificio comunale di via Loiri, gli ex uffici del tribunale. Passeranno al ministero della Giustizia-dipartimento Giustizia minorile. Per evitare la fuga dello Stato dalla città il Comune mette a disposizione gratis alcuni suoi immobili. A carico dei due ministeri tutte le spese di gestione e anche la manutenzione ordinaria dell’immobile. Quasi un paradosso. Il Comune per alcuni suoi importanti servizi, come per esempio i Servizi sociali, paga l’affitto ai privati.

L’accordo. Il protocollo di intesa mette nero su bianco i nuovi accordi. La precedente amministrazione ci aveva impiegato tutto il mandato per farsi concedere gratis la caserma. L’edificio doveva essere ristrutturato e trasformato in sede accademica. Troppo elevati i costi da sostenere per la giunta Nizzi. Che ha scelto di far comprare all’Aspo l’ex palazzo Giordo. Sarà lì la nuova sede dell’università al centro.

L’altra voce. «È un vero peccato che l'attuale amministrazione abbia restituito al Demanio l'ex caserma e abbia così rinunciato a realizzare in quel luogo la nuova sede dell’università – commenta il capogruppo di minoranza Carlo Careddu –. Pensavo fosse una soluzione ottimale, anche per la presenza del vicino palazzo dell'Expò e dei suoi spazi all’aperto, della Biblioteca simpliciana e della sede dell’Area marina a poca distanza. Sarebbe stato molto bello avere un polo universitario nel centro storico della città. Sarebbe stato auspicabile rivitalizzare quella parte della città con la presenza di studenti, docenti e personale universitario, e riversarne tutto l’indotto anche dal punto di vista economico. Con la recente delibera la giunta cancella definitivamente questo sogno con una motivazione che non mi convince affatto: la mancanza di fondi per la ristrutturazione. Eppure qualche mese fa il Comune, tramite l’Aspo, ha acquistato i locali ex Giordo, nella parte bassa del corso. Ma anche in questo caso saranno necessarie nuove risorse per la ristrutturazione, oltre a quelle già anticipate per l'acquisto».

Il futuro della caserma. Careddu teme ora per il futuro del palazzo della finanza. «Nel caso della caserma noi ne avevamo ottenuto la disponibilità a titolo gratuito e le uniche risorse da spendere erano per la ristrutturazione – conclude –. Con la restituzione al Demanio quell’edificio rimarrà ancora per molto tempo nel degrado. Un’occasione persa, forse solo per spirito di contraddizione. Spero che Nizzi ci ripensi e che intanto l’immobile non cada in mani sbagliate».

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