Insulta e minaccia i vigili per la multa alla sua auto

L’uomo, un cinquantenne di Telti, è finito in cella: ieri è stato rimesso in libertà Nella casa familiare i militari hanno trovato due fucili, una pistola e munizioni

TELTI. Un operaio di 50 anni di Telti. P.G., aveva rivolto pesanti minacce, domenica scorsa due agenti della polizia locale che avevano “osato”, stando al suo risentimento, multarlo pesantemente.- L’uomo, che è finito in manette per minacce aggravate e detenzione illegale di due fucili e una pistola ha trascorso due notti in una cella di sicurezza della caserma dei carabinieri di Olbia è comparso ieri mattina davanti al gip del tribunale di Tempio per l’udienza di convalida.

L’operaio, per il quale il magistrato ha deciso la convalida del fermo effettuato dagli uomini della stazione carabinieri di Monti, è stato rimesso in libertà. Le armi, due fucili calibro 12 e una pistola semiautomatica 7,65 sono state messe sotto sequestro. Il tutto è accaduto domenica scorsa, quando P.G., malfermo sulle gambe, ha incrociato durante la festa paesana i due vigili urbani ed ha inveito contro di loro per una salatissima multa che gli era stata inflitta per non aver revisionato la sua auto. Alla fine della reprimenda l’operaio aveva anche avvertito i vigili urbani di stare attenti perché «avrebbe anche potuto sparare». Parole pesanti che sono state immediatamente riferite dai due pubblici ufficiali ai militari in servizio alla festa i quali, informato il loro comando, hanno provveduto alla immediata perquisizione nella casa dell’operaio, dove è stato rinvenuto un piccolo arsenale che l’uomo aveva ereditato da padre, deceduti diversi anni fa, e regolarmente denunciate dal genitore. Ma in materia di armi la legge non ammette deroghe: l’uomo non ha mai denunciato alle autorità la presa in possesso dei due fucili, della pistola e di diverse cartucce per le tre armi.

L’intero arsenale è stato messo sotto sequestro penale e trasferito nelle stanze blindate dell’ufficio corpi di reato del tribunale di Tempio, a disposizione dell’autorità giudiziaria. P.G. avrebbe dovuto, per mettersi in regola, denunciare il possesso delle armi che aveva ereditato alla morte del padre, deceduto diversi anni fa. (g.p.c.)

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