Suicidio in cella, indaga la Procura
Aperta un’inchiesta sulla morte di Giovanni Cherchi. È polemica tra i sindacati
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OLBIA. La procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta sulla morte di Giovanni Cherchi, presumibilmente suicidatosi giovedì scorso nella sua cella, nel carcere di Bancali. L’inchiesta è stata affidata al sostituto procuratore Paolo Piras. Cherchi, 43enne residente a Olbia, era in carcere da poco più di una settimana con l’accusa di tentato omicidio. Insieme al fratello Nicola era stato arrestato dai carabinieri dopo una lite in un bar conclusa con l’accoltellamento del titolare, un ragazzo di 26 anni. Il giudice aveva poi rimesso in libertà Nicola e confermato la custodia cautelare in carecre per Giovanni, che dopo qualche giorno era stato trasferito da Nuchis a Bancali senza che la famiglia e gli avvocati difensori sapessero niente. Giovedì mattina la tragedia nel carcere, con il corpo ormai senza vita scoperto dai compagni di cella, i primi a dare l’allarme. Adesso l’inchiesta della Procura.
Dopo la morte del detenuto olbiese, intorno al carcere di Bancali è montata una dura polemica avviata dal sindacato Osapp che aveva chiesto l’allontanamento del direttore Patrizia Incollu e del comandante del reparto di polizia penitenziaria. Di tutt’altro avviso l’intervento della Fns Cisl e del Cnpp che invece hanno espresso solidarietà alla direttrice di Bancali e agli agenti di polizia penitenziaria. «Riteniamo questo attacco ingiusto e pretestuoso – hanno spiegato Nino Manca e Gavino Tedde – sfruttare qualcosa o qualcuno esclusivamente come strumento per conseguire propri particolari fini è alquanto sgradevole e noi questo modus operandi non lo condividiamo. Non si deve strumentalizzare un episodio così grave per richiedere avvicendamenti».
Dopo la morte del detenuto olbiese, intorno al carcere di Bancali è montata una dura polemica avviata dal sindacato Osapp che aveva chiesto l’allontanamento del direttore Patrizia Incollu e del comandante del reparto di polizia penitenziaria. Di tutt’altro avviso l’intervento della Fns Cisl e del Cnpp che invece hanno espresso solidarietà alla direttrice di Bancali e agli agenti di polizia penitenziaria. «Riteniamo questo attacco ingiusto e pretestuoso – hanno spiegato Nino Manca e Gavino Tedde – sfruttare qualcosa o qualcuno esclusivamente come strumento per conseguire propri particolari fini è alquanto sgradevole e noi questo modus operandi non lo condividiamo. Non si deve strumentalizzare un episodio così grave per richiedere avvicendamenti».
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