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Ganau, commissione paralizzata 

Ganau, commissione paralizzata 

Manca il consigliere comunale di maggioranza: nessun incontro sul sugherificio

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TEMPIO. Dopo l'abbuffata di interventi del mese scorso sulla crisi al Sugherificio Ganau, evidenziatasi con l'annunciato licenziamento di 79 operai, sull'argomento è caduta una pesante cappa di silenzio. L'ultimo atto ufficiale è stato quello del consiglio comunale tempiese che il 30 maggio, al termine di una seduta dedicata a argomenti prettamente tecnico-finanziari, ha votato l'istituzione di una commissione consiliare per seguire le vicende del sugherificio in particolare e la crisi sughericola nel suo insieme. A tutt'oggi però la commissione, composta da tre consiglieri più un presidente, non si è ancora riunita per la mancanza del componente della maggioranza non ancora indicato. Gli altri componenti sono Antonio Addis, capogruppo di Ripensare Tempio, e Antonio Balata, capogruppo di Tempio Libera. Manca a tutt'oggi il rappresentante di Tempio Rinasce. A presiedere la Commissione è stato chiamato il consigliere Giuseppe Pirinu, capogruppo di maggioranza e consulente del lavoro che Andrea Biancareddu aveva voluto accanto a sé, nei viaggi compiuti a Cagliari, per perorare, senza finora risultati concreti purtroppo, la causa degli operai.

Richiesto di intervenire sull'argomento il consigliere Pirinu, pragmaticamente, accompagna l'esame tecnico della vicenda con una valutazione di ordine politico. «L'esame congiunto fra le forze sindacali ed i rappresentanti aziendali è giunto al termine, purtroppo, con esito negativo. Il mancato raggiungimento dell'accordo - spiega tecnicamente Pirinu - a questo punto apre una seconda fase nella quale le parti verranno convocate dai servizi per il lavoro. Data la gravità della crisi, ritengo probabile che nella discussione vengano coinvolte, oltre che le autorità sindacali, anche le massime autorità politiche dell'Isola. (l'assessora al Lavoro Virginia Mura e l'assessora all'Industria Maria Grazia Piras, peraltro già contattate sin dall'inizio della crisi, ndc)».

«Lo scopo - spiega Pirinu - è quello di avviare un ulteriore tentativo di accordo. L'eventuale insuccesso anche in questa secondo momento metterebbe l'azienda nelle condizioni di licenziare. Aprendo la strada all'unico ammortizzatore sociale fruibile ovvero la Naspi». L'ammortizzatore sociale che dal 1 maggio 2015 ha sostituito i sussidi finora stanziati per i lavoratori dipendenti disoccupati. «Dal punto di vista politico però - prosegue Pirinu - non va sottaciuto negli anni lo scarso interessamento politico alla salvaguardia del patrimonio boschivo e delle sugherete in particolare. A questo si aggiunga la soppressione della Stazione Sperimentale del Sughero, che ha contribuito non poco a creare un vortice di crisi dalla quale pare non se ne esca. Questo anche a causa dell'arrivo sul mercato di nuovi tappi in sughero a minor costo e con maggiori garanzie di salubrità». (a.m.)

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