La Nuova Sardegna

Olbia

«Non possiamo lavorare tra i cantieri» 

di Dario Budroni
«Non possiamo lavorare tra i cantieri» 

Il ristoratore sfrattato è pronto a pagare i canoni d’affitto arretrati, ma protesta per il lavori in corso in via Porto Romano

16 giugno 2017
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OLBIA. In via Porto Romano c’è un ristoratore che rischia di dover impacchettare tovaglie e posate e chiudere bottega. La società «La corte del re», che da anni gestisce l’omonimo ristorante ricavato tra le mura dell’Expo, non ha pagato sei mesi di affitto per un totale di oltre 14mila euro. E così il Comune, che è il proprietario dell’edificio, ha deciso per lo sfratto. La giunta ha valutato la proposta avanzata del settore legale del Comune e ha votato sì. A poche ore dalla fine del braccio di ferro sulla storica edicola Ambrosino, che per giorni ha fatto parlare e discutere la città, a conquistare la scena adesso è un nuovo ordine di sfratto. Il titolare della società che gestisce il ristorante, l’imprenditore olbiese Luca Cassitta, parla comunque di una dimenticanza e annuncia che il conto verrà saldato già oggi. Il sindaco Settimo Nizzi, invece, dice questo: «Quando non si paga l’affitto, la legge parla chiara».

L’ordine di sfratto. Tutto è scritto in una delibera di giunta. La dirigente del settore legale, Emanuela Traina, ha proposto la procedura di sfratto davanti al tribunale di Tempio nei confronti della società «La corte del re». Il motivo è questo: la società in oggetto non ha provveduto al pagamento dei canoni di locazione, sei mensilità per un importo di 14.400 euro, e dei consumi idrici. Il palazzo dell’Expo Olbia, compresa l’ala occupata dal ristorante, che si affaccia sulla piazzetta interna, è infatti del Comune. Il contratto di affitto era stato firmato nel 2008 tra la società di Cassitta e la società partecipata Olbia Expo, quest’ultima sciolta nel 2012. Da quel momento il Comune è subentrato come locatore.

Ristoratore preoccupato. Luca Cassitta non si aspettava un ordine di sfratto. «L’ho scoperto dalla delibera, nessuno è mai venuto qui a parlarne con me – commenta -. Comunque si tratta di una dimenticanza e ci dispiace, non è nostra abitudine non pagare l’affitto. Già oggi daremo prova al Comune dell’avvenuto pagamento. Spero che tutto si risolva al più presto». Allo stesso tempo, però, Luca Cassitta sottolinea quanto sia difficile lavorare in via Porto Romano. «La via è piena di disservizi e sono mesi che è un cantiere aperto – dice -. Gli accessi alla piazzetta sono chiusi e la nostra attività non gode di parcheggi destinati ai clienti. Ogni volta che si organizzano manifestazioni, via Porto Romano viene puntualmente snobbata. E mi dispiace che nessuno del Comune sia mai venuto da noi, almeno per parlarne. Così si colpisce a sorpresa chi lavora».

La risposta del sindaco. Settimo Nizzi difende il Comune e i suoi dirigenti. «Funziona così: quando non si paga un affitto, arriva lo sfratto – commenta il sindaco -. I dirigenti non possono mica farsi carico di una causa per danno erariale. Mi dispiace, ma la legge è questa». Sulla disponibilità di pagare, annunciata da Luca Cassitta, Nizzi commenta: «Si vedrà, non ho problemi con quel ristorante, però è chiaro che dovrà pagare tutto». Per quanto riguarda il degrado e i lavori in corso, Settimo Nizzi dà un’altra versione. «Non c’è degrado e non è vero che non siamo interessati a via Porto Romano. Anzi, finalmente siamo intervenuti per stappare le caditoie dell’acqua piovana e della fogna – spiega il sindaco -. Per quanto riguarda la pizzetta interna dell’Expo, abbiamo messo fine al parcheggio selvaggio. Quella è un’area pedonale e, di conseguenza, con l’auto non si può entrare né parcheggiare».

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