La Cassazione
Processo per usura «Giudici imparziali»
TEMPIO. Saranno i magistrati del tribunale collegiale di Tempio a giudicare Marco e Umberto Galizia e Guglielmo Coronas, accusati di concorso in usura. Lo ha stabilito, ieri, la quarta sezione della...
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TEMPIO. Saranno i magistrati del tribunale collegiale di Tempio a giudicare Marco e Umberto Galizia e Guglielmo Coronas, accusati di concorso in usura. Lo ha stabilito, ieri, la quarta sezione della Corte Suprema che ha rigettato la richiesta di «rimessione di processo ad altra autorità giudiziaria» avanzata dal legale di Umberto e Marco Galizia il quale, all’udienza di apertura del 5 aprile scorso, aveva ipotizzato «il ragionevole dubbio di una preconcetta imparzialità degli organi giudicanti e di una mancata serenità nella valutazione dei fatti oggetto della regiudicanda riguardante Umberto Galizia».
A sostegno di questa tesi, rigettata in toto dai giudici della Corte di Cassazione, l’avvocato Antonio Di Marco aveva avanzato il dubbio che i fatti riguardanti il suo difeso erano alla base di una situzione di disagio tra i magistrati del tribunale di Tempio e della stessa Procura in quanto relativi alla caso giudiziario riguardante il gip Vincenzo Cristiano, indagato per corruzione in atti giudiziari anche per il procedimento riguardante Umberto Galizia. I toni usati per parlare dei fatti riguardanti i magistrati del tribunale gallurese non sono stati condivisi dal legale del coimputato Guglielmo Coronas, il penalista Angelo Merlini, il quale si oppose alla trasmissione degli atti alla Cassazione (decisa dal presidente del tribunale Gemma Cucca), e fatti propri dal procuratore generale che ha richiesto il trasferimento del processo. «A Tempio – ha detto in cassazione l’avvocato Angelo Merlini – ci sono magistrati di altissima moralità, dignità e professionalità, il cui sereno operato è quotidianamente trascritto nelle loro ordinanze e sentenze. La vicenda, sub judice, di un magistrato in servizio in questo tribunale non ha modificato il mio pensiero sulla imparzialità e serenità dei giudici del tribunale gallurese». La cassazione ha accolto la richiesta dell’avvocato Angelo Merlini, e il processo proseguirà, regolarmente, il 21 giugno, a Tempio. (g.p.c.)
A sostegno di questa tesi, rigettata in toto dai giudici della Corte di Cassazione, l’avvocato Antonio Di Marco aveva avanzato il dubbio che i fatti riguardanti il suo difeso erano alla base di una situzione di disagio tra i magistrati del tribunale di Tempio e della stessa Procura in quanto relativi alla caso giudiziario riguardante il gip Vincenzo Cristiano, indagato per corruzione in atti giudiziari anche per il procedimento riguardante Umberto Galizia. I toni usati per parlare dei fatti riguardanti i magistrati del tribunale gallurese non sono stati condivisi dal legale del coimputato Guglielmo Coronas, il penalista Angelo Merlini, il quale si oppose alla trasmissione degli atti alla Cassazione (decisa dal presidente del tribunale Gemma Cucca), e fatti propri dal procuratore generale che ha richiesto il trasferimento del processo. «A Tempio – ha detto in cassazione l’avvocato Angelo Merlini – ci sono magistrati di altissima moralità, dignità e professionalità, il cui sereno operato è quotidianamente trascritto nelle loro ordinanze e sentenze. La vicenda, sub judice, di un magistrato in servizio in questo tribunale non ha modificato il mio pensiero sulla imparzialità e serenità dei giudici del tribunale gallurese». La cassazione ha accolto la richiesta dell’avvocato Angelo Merlini, e il processo proseguirà, regolarmente, il 21 giugno, a Tempio. (g.p.c.)
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