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Olbia

Ospedale, accuse su “figli e figliastri” 

di Angelo Mavuli
Ospedale, accuse su “figli e figliastri” 

Il consigliere Balata: «Salvi i punti nascita di San Gavino e Lanusei per scelte politiche, quello di Tempio merita di restare»

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TEMPIO. La città, in ebollizione, si prepara e si organizza alla manifestazione di protesta, indetta per le 19 di martedì 18 luglio, contro il Piano sanitario che la giunta regionale si appresterebbe a varare in tempi ormai strettissimi.

Punto nascita. In città hanno destato molto scalpore, soprattutto fra la gente comune, le “dichiarazioni-rivelazioni” di Antonio Balata, consigliere comunale di Tempio Libera e direttore dell’Unità di Pediatria del Giovanni Paolo II di Olbia, che ha segnalato nel nuovo piano sanitario della Giunta regionale il salvataggio dei punti nascita di Alghero, San Gavino e Lanusei, pur non raggiungendo il numero di 500 parti. A differenza di quello di Tempio che l’esecutivo regionale vuole chiudere. «Si tratta di un fatto politico straordinariamente grave - aveva detto Balata nell’assemblea di giovedì scorso per preparare la manifestazione del 18 luglio -. Evidentemente questi territori, politicamente, hanno un peso superiore al nostro». Immediato dal medico era arrivato però anche un monito: «Attenzione, il nostro bersaglio non sono Alghero, San Gavino e Lanusei. Il nostro bersaglio sono quei politici che decidono. Anche perché il punto nascita di Tempio ha tutti i requisiti per continuare ad esistere».

Le associazioni. Dopo le dichiarazioni di Balata e quelle battagliere dichiarazioni del sindaco Andrea Biancareddu - che ha ribadito le richieste già altre volte espresse per il ricononscimento per l’ospedale Dettori dello status di Dea di 1° livello di completamento, il mantenimento degli attuali servizi, il potenziamento del Pronto soccorso, la presenza di un cardiologo h24, l’istituzione di due posti di terapia semintensiva in grado di garantire anche la permanenza di chirurgia, medicina, otorino, ortopedia, punto nascita con ostetricia e ginecologia - ieri ad intervenire sono stati i rappresentanti delle associazioni.

«Il Movimento Sardo Pro Territorio - scrive il coordinatore regionale Alessio Pasella - aderisce alla manifestazione indetta per il 18 luglio ed invita tutti i sindaci della Gallura a manifestare con i rispettivi consigli comunali». Pasella definisce «intollerabile, irresponsabile e dissennata l’adozione in Sardegna di un piano sanitario che è già miseramente fallito in Emilia Romagna e Toscana». Pasella chiede infine l’adesione non solo della gente comune ma anche di tutte le attività commerciali.

Fiu. Solidarietà e vicinanza, con un lungo ed articolato comunicato, esprime anche il Fiu (Fronte indipendista unidu) regionale. «Apprezziamo - è scritto nel comunicato - la partecipazione popolare all’incontro pubblico di giovedì scorso. Siamo vicini alle nostre comunità per la mobilitazione che, come è noto, il Fiu era pronto a sostenere, assieme agli amministratori, già tre anni fa». Il Fiu non può fare a meno di lamentare il ritardo e di far notare agli amministratori di «non essere riusciti ad andare oltre la propaganda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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