La Nuova Sardegna

Olbia

«L’industria turistica non ama il cemento»

Il convegno di Federalberghi ospitato nella cantina Vigne Surrau è servito a smontare anche alcuni luoghi comuni che tendono a definire cementificatori gli imprenditori dell'industria turistica....

1 MINUTI DI LETTURA





Il convegno di Federalberghi ospitato nella cantina Vigne Surrau è servito a smontare anche alcuni luoghi comuni che tendono a definire cementificatori gli imprenditori dell'industria turistica. «Siamo i primi ambientalisti – ha ribadito il presidente Federalberghi Sardegna, Paolo Manca – . Non sono certo gli hotel ad avere deturpato l'ambiente: facciamo quindi una distinzione tra alberghi e seconde case. Non ci possono essere alberghi di serie A o B, tutti devono potersi mettere al passo con i tempi, sia quelli nei 300 metri dal mare sia quelli nel centro Sardegna». Ha spiegato che le strutture devono essere rinnovate in base alla dimensione. «Sì a nuovi posti letto per piccole strutture, quelle con 20 o 50 camere. Le medie invece hanno bisogno di investire sia in centri benessere che in posti letto per coprire gli investimenti. Le grandi hanno necessità di ampliare le camere secondo gli standard previsti: servono 50 metri quadri, non più gli attuali 15 o 20». Per il consigliere regionale Pierfranco Zanchetta (Upc) «la nuova legge regionale tiene conto delle esigenze dell'isola e degli operatori turistici, perché le strutture vanno adeguate alle richieste di mercato. Si possono fare eccellenze anche vicino al mare, purché rientrino negli interventi di qualità già esistenti. Va data l'opportunità di potenziare ma anche di creare nuovi alberghi vicini alle strutture ricettive storiche». (w.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative