La Nuova Sardegna

Olbia

Zes, patto di ferro Comune-Cipnes

Proposti tre emendamenti al decreto per istituire la zona economica speciale

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OLBIA. Un passo avanti verso la creazione di una Zona economica speciale nel porto di Olbia, emergendo dalla palude normativa e dal silenzio istituzionale. Il Comune batte un colpo con l’annuncio di ieri della firma di un protocollo d’intesa con il Cipnes per avviare un rapporto di collaborazione e attivare progetti di sviluppo strategico per la nascita delle Zes, nell’autonomia e nel rispetto delle diverse funzioni. Le Zone economiche speciali, infatti, sono la chiave per il rilancio del sistema economico, con l’obiettivo di attrarre investimenti con incentivi, agevolazioni fiscali, deroghe normative. Tuttavia la Sardegna sarebbe rimasta esclusa dagli incentivi dell’ultimo decreto del governo Gentiloni. In questo senso il Comune ha deciso di coinvolgere i consorzi per le aree di sviluppo industriale come soggetti idonei ad ospitare e gestire le Zes nelle aree destinate nei propri piani regolatori territoriali. Viene quindi proposto di inserire nel decreto i consorzi come soggetto preposto all’amministrazione dell’area, che si andrebbero ad aggiungere al presidente dell’Autorità portuale, che lo presiede; a un rappresentante della Regione, a un rappresentante della presidenza del Consiglio dei ministri e un rappresentante del ministero delle Infrastrutture. Viene inoltre richiesto che venga aggiunto nel comitato di indirizzo un rappresentante del Consorzio. «Le Zone economiche speciali costituiscono una grande opportunità – ha spiegato il sindaco Settimo Nizzi -. Abbiamo inviato una comunicazione alla responsabile dell’ufficio legislativo della Camera, agli onorevoli Scanu e Brunetta, per introdurre tre emendamenti, ovvero alcune modifiche al decreto, considerando il ruolo strategico di Olbia». Altro emendamento proposto dal Comune riguarda l’eliminazione di ogni riferimento al Regolamento europeo, andando ad inserire, per contro, quello relativo al Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica. In questo modo il provvedimento andrebbe ad allinearsi allo spirito della disposizione, che è quello di rilanciare la competitività dei porti nelle regioni del Mezzogiorno particolarmente depresse ed a cui si aggiungono le problematiche legate all’insularità. (g.d.m.)

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