Troppi depressi, serve più prevenzione

Il tema discusso in un convegno all’Expo’. Esaminate le correlazioni di questa patologia con il diabete

OLBIA. «Secondo l’Oms, nel 2020 la depressione diventerà la patologia più incisiva a livello mondiale dopo le cardiopatie. Ma la situazione, per quanto riguarda la nostra isola, è già allarmante. Perché la Sardegna è tra le regioni dove si soffre di più di depressione: è al secondo posto in Italia, dopo Bolzano». Un quadro critico, ribadito da Maria Efisia Meloni (psichiatra della Assl di Olbia), al convegno organizzato all’Expo’ su questo tema in occasione della giornata mondiale della salute mentale. «Ma la depressione si può curare - dice la Meloni - ed è per questo che diventa indispensabile fare prevenzione. Soprattutto se si considera che la visione a tunnel del depresso, lascia paradossalmente, come unica via di fuga da una situazione diventata intollerabile, un gesto anticonservativo: il suicidio. Ecco perché la prevenzione diventa uno strumento essenziale, a cui ricorrere attraverso la comunicazione. E’ importante il rapporto che si crea tra medico e paziente, perché il terapeuta già dal primo incontro è in grado di produrre un atto terapeutico immediato». Ma Maria Efisia Meloni parla anche di un’altra comunicazione fondamentale. «Assumono un ruolo di primo piano la scuola e la famiglia che devono osservare i cambiamenti repentini di umore di un parente o di uno studente: e devono intuire che può esistere un problema di depressione se una persona si isola, se diventa meno loquace o più silenziosa. Ecco perché bisogna aprirsi e parlarne, per poi essere pronti a intervenire in tempi rapidi».

A ricoprire il ruolo di direttore scientifico del convegno, insieme con Maria Efisia Meloni, è stato anche Giancarlo Tonolo, responsabile della struttura complessa di Diabetologia. Ed è stato lui a spiegare come «depressione e diabete si associno. Il depresso ha un 40% di possibilità in più di diventare diabetico e il 50% dei diabetici è depresso. Il diabetico, nel momento in cui gli si dice che soffre di una malattia cronica, spesso cade in depressione. E nello stesso tempo il depresso assume farmaci che possono condurlo al diabete. Se da una parte si è accertato che anche i germi dell’intestino possono condizionare lo sviluppo di diabete e depressione, dall’altra c’è una ricerca in corso per individuare il meccanismo che porta alla depressione nei pazienti affetti da diabete da almeno cinque o dieci anni».

All’incontro dell’altro ieri è intervenuto anche Piero Masia, direttore dello Spresal (servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Assl di Olbia) che ha trattato il tema delle malattie professionali e gli adempimenti obbligatori previsti per il medico conseguenti alla diagnosi di una malattia correlate all’attività lavorativa. La ginecologa Pietrina Pileri si è concentrata sugli aspetti psicologici del diabete gestazionale. «Che si presenta ogni anno in circa 40mila gravidanze - ha detto -, ma nel momento in cui si arriva a una diagnosi precoce, si previene per la donna qualunque tipo di complicanza».

L’assessore al Turismo Marco Balata, ha portato i saluti dell’amministrazione comunale. (s.p.)

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