La Nuova Sardegna

Olbia

Odissea Giraglia, è rivolta in banchina

di Walkiria Baldinelli
Odissea Giraglia, è rivolta in banchina

Il traghetto per la Corsica è ripartito dopo 48 ore di stop per un’avaria: 800 passeggeri a terra. Autotrasportatori infuriati

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SANTA TERESA. Presa d'assalto alle prime luci dell'alba da camionisti e passeggeri, l'area di imbarco del porto Longonsardo si è svuotata con la corsa supplementare delle 14. La Giraglia della Moby ha mollato gli ormeggi ieri pomeriggio dopo 48 ore di stop forzato per un guasto tecnico, che ha provocato gravi disagi a chi doveva viaggiare. È l'unico traghetto in questo periodo che fa la spola tra la Sardegna e la Corsica. In assenza del bando internazionale di assegnazione della rotta, la Blu Navy a metà ottobre ha sospeso il servizio e tornerà a solcare lo stretto con l'Ichnusa in aprile. Con l'interruzione dei traffici marittimi in due giorni sono saltate 12 corse sulla Santa Teresa-Bonifacio, in tutto sono rimasti a terra 800 passeggeri, 40 mezzi commerciali e 200 auto. Da una sponda all'altra del braccio di mare di 9 miglia che separa le due isole “sorelle”, soffia forte il vento delle polemiche.

«È l'ennesima avaria quest'anno per la Giraglia – sottolinea il portavoce di imprenditori e autotrasporti di Santa Teresa, Nino Naseddu -. È una situazione insostenibile, ci costringono a sostenere aggravi di costi sui trasporti: in alcuni casi la merce va consegnata per forza entro la data stabilita per non incorrere in penali o, peggio ancora, nell'annullamento dell'ordine da parte dei clienti. Oggi diversi autotrasportatori sono corsi a Porto Torres per imbarcarsi sulla nave della compagnia francese La Méridionale, che però viaggia solo il giovedì dalla Sardegna e con una corsa di sola andata: fa scalo a Propiano. Serve il bando internazionale sulla rotta Santa Teresa-Bonifacio, se ne parla da due anni, non si può affrontare un altro anno in queste condizioni». Al porto di Bonifacio ci sono mezzi pesanti fermi da diversi giorni.

«Tra maltempo e avaria della Giraglia ho il camion in Corsica da una settimana e sono fermo con il lavoro, perché non ho materiale per assemblare gli infissi», lamenta l'imprenditore locale Gianni Poli. Gavino Peigottu è un autotrasportatore di Ozieri: «Sarei dovuto partire ieri – dice –. Per fortuna ho trovato appoggio e ospitalità da un collega teresino che mi ha tenuto in custodia il mezzo pesante nella sua area di parcheggio. Saltare una consegna anche di uno o due giorni significa perdere il cliente per sempre, perché poi si rivolge a un'altra azienda».

Piero Mongiu, allevatore di Posada, due volte la settimana entra in Corsica. «Sarei dovuto sbarcare ieri pomeriggio e rientrare oggi alle 13 per ritirare 300 agnelli da consegnare poi con una commessa più grande in Spagna. Devo fare i conti anche con i tempi della macellazione: i veterinari lavorano in giorni stabiliti. Quindi la consegna slitterà a sabato prossimo. Era prevista per martedì». Nella stazione marittima il telefono della biglietteria della Moby squilla di continuo durante l'orario di apertura dalle 6 alle 17.

«In questi due giorni abbiamo dato assistenza a tutti i clienti – spiega uno degli addetti al front office -. Ad esempio, c'era una persona malata di cuore e nonostante il giorno di festa, siamo riusciti a farle recuperare le medicine in farmacia. La compagnia di navigazione rimborserà i biglietti». Nonostante l'assistenza fornita, quasi tutti i passeggeri, in fila da ore, lamentano di non essere stati avvertiti dell'avaria e della cancellazione delle corse. «Abbiamo prenotato online, lasciando mail e recapito telefonico. Nessuno ci ha avvertiti», dice Assunta Muzzetto. Aggiunge Anna Mundula: «È evidente che questa nave non è in grado di viaggiare, deve essere sostituita». Sino a poco tempo fa, a Olbia, era ormeggiato “Il Bastia”, l'altro traghetto della Moby. «Invece di trasferirlo a Piombino – sottolinea Naseddu -, avrebbero dovuto lasciarlo nello scalo gallurese: si sarebbero evitati tutti questi disagi».
 

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