Giustizia riparativa, aprirà lo sportello per le vittime di reato

Tempio prima in Italia a sperimentare il programma E ora i Comuni del Plus garantiscono consulenza psicologica

TEMPIO. Si è conclusa con un bilancio più che positivo la Settimana internazionale della giustizia riparativa celebrata a Tempio per il quarto anno consecutivo. «Una celebrazione - dichiara la professoressa Patrizia Patrizi, (ordinaria di Psicologia sociale e giuridica al Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali Università degli Studi di Sassari e responsabile del “Servizio di consulenza psicologico e di coaching OrientAzion”) - che ha visto ancora una volta la città di Tempio protagonista nazionale per le celebrazioni della Settimana internazionale della giustizia riparativa. Un approccio, che considera il reato principalmente in termini di danno alle persone e di “fratture” relazionali che avvengono all’interno di una comunità. Il modello di giustizia riparativa, in particolare, si propone come risposta all’incapacità dei modelli tradizionali di coniugare la duplice e indivisibile esigenza della riabilitazione e della sicurezza sociale e di accogliere la sofferenza prodotta e di risanare il tessuto sociale».

Tempio è la prima città d'Italia che ha deciso di promuovere e sperimentare pratiche riparative in grado di coinvolgere tutta la comunità: casa di reclusione, scuole, famiglie, forze di polizia, tribunale e associazioni, sul modello delle città riparative inglesi. Un primato che ha portato il nome della città in giro per il mondo, dagli Stati Uniti al Canada, dall'Irlanda alla Germania. Ma non basta. La cultura e la pratica della giustizia riparativa è entrata talmente tanto nell’ambito sociale cittadino e gallurese che qualche giorno fa i comuni che fanno parte dell'Ambito Plus di Tempio hanno approvato un progetto di sportello riparativo denominato: «Sportello per le vittime di reato», destinando 30 mila euro per un servizio riparativo di consulenza psicologica.

«Primo passo - dice ancora la professoressa Patrizi - verso il passaggio a primo territorio d’Italia che sperimenta pratiche riparative». Puntuale a tal proposito, nei vari eventi della settimana riparativa, il ringraziamento del sindaco Andrea Biancareddu verso i sindaci dei comuni di Aggius, Aglientu, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras, e Trinità d’Agultu. «Comunità - ha detto Biancareddu -, che hanno dimostrato attenzione e sensibilità verso un importante progetto». All’evento, che ha avuto diversi momenti, hanno collaborato l’Università, l’Associazione PsicoIus, il Carcere di Nuchis, il Comune, la Compagnia teatrale “Stabile Assai” di Rebibbia, cittadini comuni, studenti delle scuole superiori e universitari, la Comunità ecclesiastica, il Paolo Dettori e le associazioni di volontariato.

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