La Nuova Sardegna

Olbia

Alluvionato e ora in lite per le bollette

di Tiziana Simula
Alluvionato e ora in lite per le bollette

Impiegato di Abbanoa accusato di lesioni nei confronti di Paolino Muzzetto: spinto fuori dall’ufficio

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OLBIA. Perseguitato dall’acqua. Quella che viene giù dal cielo e quella che scende dal rubinetto di casa. Non c’è pace per Paolino Muzzetto, 68 anni, ex muratore, noto alle cronache per essersi più volte incatenato per protesta davanti al tribunale di Tempio e recentemente anche in città, in occasione di un consiglio comunale: Muzzetto chiede che il Comune rimetta a posto le sue due case, danneggiate e rese inagibili dalle alluvioni. Case che avrebbe voluto affittare. «Le ho costruite con i sacrifici di una vita. Per me, che percepisco una pensione di 336 euro, poteva diventare un introito per vivere una vecchiaia dignitosa», va ripetendo nella sua protesta itinerante. Non bastavano due alluvioni a sconvolgere la sua tranquillità: l’acqua continua a tormentare Paolino Muzzetto. Ma questa volta si tratta di quella del rubinetto. O meglio, di un allaccio ad Abbanoa di un contatore di un appartamento che era di sua madre, occupato abusivamente. In pratica, il muratore olbiese, si è ritrovato a pagare bollette intestate a lui, con consumi fatti da altri. Una situazione degenerata negli uffici di via Macerata del gestore del servizio idrico, dov’era andato per chiedere spiegazioni, fino ad approdare davanti al giudice di pace.

L’episodio risale al 2014 e vede imputato per lesioni personali un impiegato di Abbanoa, I.M. accusato di aver spinto con forza Paolino Muzzetto fuori dall’ufficio, tanto da farlo cadere. Il muratore aveva fatto ricorso ai sanitari, che gli avevano assegnato dieci giorni di cure. Assistito dall’avvocato Abele Cherchi, aveva presentato una denuncia querela nei confronti dell’impiegato e nei giorni scorsi, si è tenuta l’udienza davanti al giudice di pace di Olbia, rinviata perché l’impiegato, assistito d’ufficio dall’avvocato Antonia Mele, era impossibilitato ad essere presente. «La casa è occupata abusivamente, stanno consumando l’acqua a nome mio», diceva Muzzetto, sollecitando, forse in maniera troppo insistente, delle risposte all’impiegata che aveva di fronte. Ma lui, così riporta la querela, voleva maggiori delucidazioni. A quel punto, è arrivato un collega della donna e tra i due è scoppiata una discussione. Finché l’impiegato, stando al capo d’imputazione, avrebbe spintonato Muzzetto per farlo uscire dall’ufficio, facendolo cadere.

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