Sì del Tar a Portisco: non dovrà pagare il canone demaniale

Battaglia in tribunale per una concessione da 153mila euro. Sospeso il procedimento avviato dalla Direzione regionale

OLBIA. La Marina di Portisco spa non dovrà pagare per il momento il canone di concessione demaniale di 153 mila euro dovuto per il 2017 all’Agenzia del demanio. Ma soprattutto la società di Invitalia scongiura, sempre temporaneamente, la possibilità che la Direzione generale del demanio, come prospettato, avvii il procedimento per la decadenza della concessione per il porto turistico. Marina di Portisco vince dunque il primo round davanti al tribunale amministrativo regionale contro il Demanio, grazie all’accoglimento della domanda cautelare presentata dalla società e la sospensione del provvedimento impugnato, con la fissazione della trattazione nel merito nell’udienza del prossimo aprile.

Il caso. La Marina di Portisco Spa aveva presentato ricorso contro l’Agenzia del demanio per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento della Regione - Direzione generale Enti locali e Finanze Servizio demanio e patrimonio e autonomie locali di Nuoro e Olbia-Tempio - avente ad oggetto “Comune di Olbia-Località Portisco: Approdo turistico. Canone 2017”, notificato lo scorso 29 agosto, con cui si dava comunicazione dell'emissione dell'ordine di introito per il pagamento del canone demaniale relativo all'annualità 2017 e veniva richiesto il pagamento, pena l'applicazione degli interessi di mora, della somma di 153.617 euro, nonché di tutti gli atti anteriori, presupposti, preparatori, consequenziali, comunque connessi e finalizzati all'adozione del provvedimento impugnato anche se non conosciuti dalla società ricorrente. La Marina di Portisco, tuttavia, ha contestato i “criteri” di determinazione del canone correlato all’utilizzo dei beni oggetto di concessione, considerato il rilevante importo concernente il ricomputo della somma da corrispondere quale canone.

Rischio decadenza. La stessa Marina di Portisco spa si è costituita in giudizio, al di là della contestazione della somma, per scongiurare un effetto correlato che avrebbe potuto provocare, in caso di mancato tempestivo pagamento, il possibile avvio del procedimento di decadenza della concessione. L’Agenzia del demanio, che non si è costituita in giudizio, avrebbe fatto intendere la volontà di procedere agli atti relativi al ritiro della concessione davanti ai ritardi nel pagamento del canone contestato. Così il tribunale amministrativo regionale ha ritenuto sussistere, allo stato degli atti, sotto il profilo del danno, i gravi presupposti per poter disporre la sospensione del provvedimento impugnato.

Canoni precedenti. Il contenzioso avviato dalla Marina di Portisco ha come base normativa la Finanziaria per il 2007, che aveva provocato un consistente aumento del canone annuo relativo alla concessione demaniale marittima. La società aveva rilevato molteplici profili di illegittimità nel processo di formazione e quantificazione da parte dell’Agenzia del demanio, proponendo istanza motivata all’ente concedente per l’annullamento dell’ordine di introito per gli anni dal 2007 al 2017, con conseguente rideterminazione dell’importo del canone e la restituzione della parte del canone pagata e non dovuta.

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