Mostra e convegno su Etty Hillesum, studenti protagonisti

Prospettiva Donna presenta due iniziative per la Gallura Rientrano nel progetto “Sardegna a scuola” (Sas)

OLBIA. Il progetto si chiama “SaS” e vuol dire “Sardegna a scuola”. Ieri ne hanno parlato “Prospettiva Donna”, il centro antiviolenza di Olbia, e gli studenti di diversi istituti superiori cittadini, «perché la parte attiva dell’iniziativa sono proprio i ragazzi». Gli alunni in primo piano, dunque, ma tutti coinvolti in una rete “per diffondere la cultura delle differenze, della non violenza e del rispetto tra i generi”. All’interno di questo progetto, due iniziative di grande spessore che sono state illustrate al Panedda: una mostra e un convegno su Etty Hillesum, geniale e libera pensatrice olandese di origini ebraiche il cui destino è stato fortemente segnato dalla tragedia della Shoah.

E’ questa la tappa finale di un ampio percorso di formazione nelle scuole sulla violenza di genere. La mostra, dal titolo “Etty Hillesum maestra di vita, da Amsterdam ad Auschwitz”, organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Italo Tedesca di Olbia, l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, il Comune di Olbia e la Regione, approda per la prima volta nell'isola: sarà inaugurata al museo archeologico il 27 gennaio, alla presenza degli enti promotori e del curatore Piergiorgio Carizzoni, e rimarrà aperta sino all’ 8 marzo. E proprio per l’8Donna, il progetto SaS si chiuderà con un convegno conclusivo dal titolo “Le radici della violenza. Etty Hillesum: lezioni di umanità”.

Il progetto, contenitore di queste iniziative, è stato voluto e finanziato dall’assessorato regionale all’Istruzione, Beni culturali e Sport guidato da Giuseppe Dessena, che affida ai centri antiviolenza della Sardegna la formazione destinata alle scuole secondarie contro ogni tipo di violenza indicando Prospettiva Donna quale soggetto capofila del progetto. «L’obiettivo - spiega Patrizia Desole, presidente di Prospettiva Donna - è quello di portare avanti, in sinergia con le altre realtà, un percorso di sensibilizzazione e diffusione di conoscenze su queste tematiche, per accrescere la consapevolezza dei diritti di uguaglianza e non discriminazione fondata sul genere, prevenire e contrastare fenomeni di violenza, discriminazione, segregazione nei confronti delle donne e delle bambine». Sei i centri antiviolenza che collaborano al progetto (per Prospettiva Donna la responsabile dell’organizzazione è Piera Bisson), ognuno nei territori di riferimento. «Educare al corretto rapporto di genere, al dialogo, al rifuggire dalla violenza in ogni sua forma, è un dovere delle istituzioni, soprattutto quelle che hanno una funzione sociale, come la scuola» ha sottolineato l’assessore Giuseppe Dessena. Che ha poi messo in evidenza l’importanza del ruolo dei centri antiviolenza anche nella formazione dei giovani sulla tematica della violenza sulle donne: «Viviamo in una società dove troppo spesso la violenza ha assunto dimensioni intollerabili, e quella sulle donne purtroppo appartiene alla quotidianità. È doveroso dunque intervenire con risorse economiche da investire nei centri antiviolenza». (s.p.)



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