Matrimoni falliti, un centro d’ascolto
La diocesi e il tribunale ecclesiastico cureranno la formazione degli operatori
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. La Diocesi di Tempio-Ampurias con la collaborazione del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Sardo (TEIS) organizza ad Olbia un corso di formazione per operatori di pastorale familiare integrante per dar vita ad un Centro di ascolto delle nuove famiglie ferite e sofferenti perché impossibilitate ad una piena partecipazione sacramentale o che si sentono escluse dalla comunità cristiana a motivo della loro situazione affettiva. Coordinatore del corso è don Mauro Bucciero, olbiese, viceparroco alla Sacra Famiglia, da anni vicario giudiziale del TEIS ed in prima linea nello stare accanto ed ascoltare, donne e uomini provati dalle esperienze negative di un matrimonio non riuscito; è convinto che occorre formare operatori per costituire un centro che ascolti, accolga la sofferenza di tanti per poi indicare, a chi loro si rivolgerà nell’istituendo centro, percorsi di soluzione o comunque di accompagnamento in vista di una integrazione reale nella vita della comunità ecclesiale. “Parliamo di pastorale familiare integrante – dice don Mauro – perché tante famiglie vengono a trovarsi, a seguito di un fallimento matrimoniale in una situazione difficile da vivere sempre più diffusa. Si tratta di storie assolutamente diverse le une dalle altre, ma generalmente, accomunate da tanta sofferenza e allo stesso tempo dallo smarrimento del senso di appartenenza alla comunità cristiana”. “La chiesa, - prosegue don Mauro - non può non interessarsi di queste persone come ci ricorda Papa Francesco. Ci dobbiamo mobilitare perché dall’incontro, dall’ascolto e dalla comprensione reale delle varie situazioni di sofferente attesa di molte famiglie, che vivono con dolore il non sentirsi pienamente inserite nella Chiesa, ci sia la possibilità di un percorso, di un accompagnamento per una effettiva partecipazione ed integrazione alla vita della comunità cristiana”. Allora occorrono operatori che diano vita a questo Centro. Ed occorre formarli. L’invito a partecipare al corso è rivolto a quanti, anche in relazione alla loro formazione giuridico-educativa-psicologica, siano disponibili e sentano l’urgenza di un servizio alla famiglia e allo stesso tempo desiderino collaborare. “Sono convinto –dice don Bucciero - che per la comunità cristiana olbiese offrire questo servizio di pastorale familiare integrante, sia un’ulteriore possibilità di arricchimento. Vale la pena valorizzare ogni occasione di incontro, confronto e quindi arricchimento, nella prospettiva di un confronto fruttuoso per tutti. (p.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
