La Nuova Sardegna

Olbia

Bancarotta fraudolenta: a processo

Imprenditrice accusata di aver venduto una gru acquistata con un leasing  

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OLBIA. «Ha cercato in tutti i modi di salvare l’attività, di tenerla a galla. Voleva restituire i soldi a chi glieli aveva prestati e con quelli che riusciva a incassare pagava gli operai». Così una dipendente che curava la contabilità della società cooperativa Tavolara, ha raccontato ieri davanti al collegio dei giudici, come la titolare, Marina Corda, sotto accusa per bancarotta fraudolenta, avesse cercato di evitare il fallimento e di aver fatto sempre il possibile per pagare gli stipendi, nonostante le grandi difficoltà e le disavventure subite dalla sua attività che operava nell’edilizia e nel noleggio.

L’accusa le contesta di aver intascato i soldi della vendita di una gru, acquistata con un leasing e venduta quando ancora non era sua. «I soldi della vendita della gru li ha usati per pagare i dipendenti», ha detto un operaio, rispondendo alle domande dell’avvocato Vanni Boldarin, difensore dell’imprenditrice, e del giudice Marco Contu che presiedeva il collegio.

I due testimoni hanno raccontato anche i diversi eventi sfortunati che hanno segnato il declino dell’attività, come l’incendio per un cortocircuioto a una barca mentre era in un cantiere nautico per lavori. (t.s.)

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