V
di MARCO BITTAU
Di questo passo la Ztl olbiese diventerà materia di studi psicanalitici. Cosa spinge, infatti, gli automobilisti olbiesi a farsi multare “a grappolo” entrando in auto nel centro storico come in una...
1 MINUTI DI LETTURA
Di questo passo la Ztl olbiese diventerà materia di studi psicanalitici. Cosa spinge, infatti, gli automobilisti olbiesi a farsi multare “a grappolo” entrando in auto nel centro storico come in una tonnara? Perché occorrono 51 multe prima che un giovane neopatentato capisca che sta violando un divieto di transito? Quale istinto autolesionista ci spinge a passare dove c’è un cartello pur ambiguo di “varco attivo” ma c’è comunque scritto alt? Il sindaco Nizzi, stanco di ripetere che la segnaletica è in regola, allarga le braccia sconsolato: «Non so più cosa dire». Effettivamente si tratta di una vicenda paradossale, che farebbe anche sorridere se non fosse che le multe pesano sui bilanci dei cittadini. I punti fermi sono due: il primo è il rispetto delle regole, nel senso che chi le viola paga una sanzione. Il secondo punto è l’obiettiva difficoltà di metabolizzare un divieto di transito nel centro storico dove si è sempre passati liberamente senza essere filmati dalle telecamere. Significa che l’abitudine o la distrazione possono giocare brutti scherzi, come è accaduto al vicesindaco Angelo Cocciu che ha confessato di aver preso quattro multe e di averle pagate. Anche lui contribuirà a riparare le buche nelle strade e, forse, a festeggiare il prossimo Capodanno al Molo Brin con i Rolling Stones. Tanto i soldi adesso ci sono.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google