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Aglientu, sarà Tirotto-bis «È la volontà della gente»

di Sebastiano Depperu
Aglientu, sarà Tirotto-bis «È la volontà della gente»

Verso le elezioni. Il sindaco, a fine mandato, annuncia l’intenzione di ricandidarsi: «I concittadini me lo chiedono e poi sono ancora tante le cose che voglio fare»

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AGLIENTU. Cinque anni alla guida del Comune e la voglia di continuare. Così, Antonio Tirotto, sindaco uscente di Aglientu sarebbe pronto a riscendere in pista per chiedere il voto ai suoi concittadini - anche se non ha ancora sciolto la riserva - e si racconta nell'intervista che La Nuova dedica ai sindaci a fine mandato.

Come vede i cinque anni trascorsi alla guida del Comune?

«Molto, molto impegnativi. Amministrare di questi tempi non è semplice. L'Italia attraversa un momento difficilissimo e questo si ripercuote sui più deboli (Comuni e Comunità). Le manovre finanziare del Governo centrale hanno prosciugato le casse dei municipi: il Comune di Aglientu si è visto portar via, in 5 anni, oltre 6 milioni e mezzo delle entrate Imu (55% delle entrate) e, senza risorse, amministrare dignitosamente diviene veramente difficile. Nonostante le immense difficoltà finanziarie, ritengo di poter dire che sia stata un'esperienza faticosa ma anche straordinaria. E' stato un onore per me poter servire l’amministrazione e la mia amata comunità; poi, la valutazione del mio operato non spetta a me: io mi rimetto come è giusto al giudizio dei cittadini. Posso, con certezza, di affermare che siano state poste in campo tutta una serie di iniziative che daranno ad Aglientu un futuro nel segno della crescita e del benessere collettivo».

Quali sono le cose di cui va fiero?

«Non basterebbero due pagine del giornale per descriverle tutte. Credo, però, di poter dire che l’attuale amministrazione sia riuscita a impostare la giusta rotta nella quale il magnifico territorio di Aglientu debba orientarsi. Basti pensare agli importantissimi atti di pianificazione adottati, il Pul, il Puc, il Ppi con investimenti per 8 milioni per i prossimi anni».

Le cose che avrebbe voluto fare?

«Sono ancora tantissime. Quindi tanto impegno e dedizione ancora deve essere dedicato a questo magnifico lembo di Sardegna. Ma nei 5 anni di legislatura credo si sia fatto il possibile e a volte l’impossibile. Il mio sogno è vedere Aglientu splendere e brillare in Europa come meta desiderata da tutti e che possa consentire a chi ci vive e lavora di godere dei frutti e del benessere che il territorio può offrire».

Si ricandiderà?

«Con franchezza e tanta umiltà, non rientrava nei miei progetti . Ho iniziato ad occuparmi dell’amministrazione da quando avevo 24 anni da assessore, vicesindaco e sindaco. Ritenevo di aver abbastanza “infadatu” i miei concittadini. Ma la vita è una continua sorpresa. Negli ultimi tempi è stato bellissimo e in tanti, ma veramente tanti, mi chiedono di proseguire ancora con una legislatura. E' anche vero che è in questo momento che potrei dare il massimo contributo alla mia comunità, sia per l’esperienza maturata, sia per le innumerevoli iniziative da completare. Pertanto credo che accetterò l’invito dei miei amati concittadini anche se mi serve ancora tempo per pensarci bene».

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