Inaugurato il primo centro di studi micologici della Sardegna

CALANGIANUS. Hanno voluto essere presenti in tanti all’inaugurazione del Centro di studi micologici che ha trovato la sua prima sede ospitante nell’ex convento francescano di Calangianus. Tutti...

CALANGIANUS. Hanno voluto essere presenti in tanti all’inaugurazione del Centro di studi micologici che ha trovato la sua prima sede ospitante nell’ex convento francescano di Calangianus. Tutti presenti per il classico taglio del nastro, a partire dagli amministratori del paese, con il sindaco Fabio Albieri in testa, i suoi colleghi di Tempio e Luras, il presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana, assessori comunali di altri paesi (Aggius, ad esempio), rappresentanti di associazioni come l’Acli, assessori e consiglieri regionali (Pierluigi Caria, Carlo Careddu e Giuseppe Meloni). In tanti, prendendo la parola negli interventi introduttivi coordinati da Pietro Zannoni, hanno voluto omaggiare l’evento e l’impegno di Gallura da Valorizzare, associazione che ha ideato e, alla fine grazie al sostegno di Fondazione Sardegna, anche realizzato il progetto del Centro.

Tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa, condividendo gli auspici e le prospettive del presidente di GdV, Fabrizio Carta, che vede nel Centro di studi micologici e nella sua esposizione una risorsa di cui servirsi per contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici nell’isola. Il Centro richiamerebbe studiosi, appassionati, ma anche semplici curiosi, e lo farebbe nel corso dell’intero anno, catalizzando interessi di diversa natura. Si pensa alle scuole, a lezioni mirate, a escursioni guidate nel territorio e a sessioni convegnistiche. Sembrerà strano, ma c’è chi farebbe la fila pur di poter fotografare un esemplare di fungo. Come è stato poi ribadito più volte nel corso dell’inaugurazione, il Centro opererebbe anche nel campo dell’informazione, contribuendo a una migliore conoscenza dei funghi, così da saperne meglio apprezzare le qualità e, soprattutto, evitare l’errore, piuttosto frequente secondo i micologi Alberto Lentinu e Tony Verre, di mettere in padella funghi non commestibili. Più avanti, tutto questo potrà essere fatto nel polo culturale di Palazzo Corda, dove il Centro e l’esposizione potranno essere ospitati stabilmente. In attesa di una legge regionale che faccia chiarezza sul “destino” del fungo in Sardegna (legge di cui si sta occupando una commissione della Regione), è bene sapere del fungo quante più cose. Un bisogno formativo soddisfatto dalla relazione di Alessandro Ruggero, naturalista e coordinatore del progetto. Illustrando vita e “miracoli” dei funghi (miracoli perché il fungo ha un’importanza e un’utilità che molti ignorano), Ruggero ha fatto presente che la Sardegna ha un’elevata biodiversità fungina sconosciuta. La prova può essere data dal Limbara. «Qui - ha dichiarato Ruggero - siamo riusciti a classificare circa 500 esemplari di funghi, ma è più che verosimile che sulla montagna gallurese ce ne siano molti di più». Addirittura, forse, alcune migliaia. (g.pu.)

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