Gli anti Amp all’attacco: «Serve subito un incontro»

Il Movimento pro territorio contro le modalità di istituzione dell’area protetta «La notizia da un post su Facebook del sindaco. E non c’è traccia del decreto»

SANTA TERESA. Portatori di interesse in fermento dopo l'annuncio del decreto istitutivo dell'Area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone. Firmato dal ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, per diventare esecutivo deve essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, se non diversamente specificato, entrerà in vigore il giorno successivo dalla pubblicazione. Il ministro ha firmato anche il decreto di approvazione del regolamento che disciplina le attività consentite nelle diverse zone dell'Amp. Ma sinora non è stato reso pubblico il contenuto. I riflettori sono puntati soprattutto sulle autorizzazioni e i divieti, sugli effettivi tempi di entrata in vigore. Chiarimenti si avranno dopo un incontro a Roma del sindaco Stefano Pisciottu e degli amministratori comunali, che insieme ai rappresentati della capitaneria di porto della Maddalena si incontreranno con i referenti degli uffici ministeriali per fare il punto della situazione. E capire quali procedure immediate e future dovranno essere realizzate. La gestione provvisoria sarà affidata al Comune di Santa Teresa. In paese cresce l'attesa per capire cosa effettivamente cambierà per i titolari di attività di pesca, subacquee, della nautica e del turismo. Ma anche per i bagnanti. Pone interrogativi anche il Movimento sardo pro territorio, che ha sempre criticato l'iniziativa. «Nel sito ministeriale, con l'annuncio della firma del decreto, è evidenziata una frase – afferma Ulisse Murru a nome del Movimento –: l’istruttoria tecnico-amministrativa, appena conclusa, ha visto il supporto tecnico dell’Ispra e l’adesione degli enti locali, nonché processi di partecipazione del pubblico e degli stakeholder che hanno permesso una piena condivisione delle scelte: l'istruttoria, oltre a valutare le caratteristiche ambientali, ha tenuto conto delle caratteristiche socio-economiche dei territori. Ebbene, noi come altri portatori di interesse, associazioni, enti e cittadini aspettiamo ancora le risposte alle osservazioni presentate a suo tempo. Non c'è stata la tanto sbandierata condivisione pubblica, come ha sottolineato più volte in passato il sindaco. Basti pensare che sino alla firma del decreto per molti mesi non si è sentito mai parlare di regolamento dell’Amp, né ci sono stati incontri pubblici che hanno chiarito dubbi e perplessità. Sollecitiamo l’amministrazione di pubblicare sul sito istituzionale il decreto ministeriale, perché sinora non c'è traccia nemmeno nell'ufficio Ambiente. Chiediamo un incontro pubblico con i cittadini per capire i tempi di regolamentazione, potrebbe esserci un possibile blocco delle attività fino a 180 giorni. È disarmante che l'Amp sia stata istituita da un ministro uscente e che sia passata sotto silenzio da chi amministra Santa Teresa, la comunicazione è stata data la sera della firma dal sindaco sul suo profilo Facebook».

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