Capo Testa, sull’Amp il coro dei no

Mentre si attende l’incontro a Roma sul decreto, c’è chi ne chiede la revoca

SANTA TERESA. Dieci giorni fa l'Area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone è diventata realtà. Un traguardo raggiunto per il sindaco Stefano Pisciottu e la sua squadra di maggioranza, perché coincide con una priorità del mandato amministrativo. Dopo la firma del ministro Gian Luca Galletti, si attendono gli esiti dell'incontro romano tra il primo cittadino, amministratori e i rappresentanti della Capitaneria di porto, con i referenti dell'ufficio Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Nel frattempo si registrano nuove reazioni. «È un'imposizione, non c'è stata ampia partecipazione di cittadini e portatori di interesse – afferma il vice commissario sardo della Lega, Dario Giagoni –. L'argomento non può essere circoscritto a una conquista elettorale di chi amministra oggi Santa Teresa, perché riguarda la collettività. Vani i nostri solleciti a più riprese fatti al primo cittadino di promuovere incontri pubblici per capire bene cosa significa istituire un'Amp. Tuttora non si conoscono i contenuti del decreto istitutivo».

In campo il senatore e segretario sardista Christian Solinas e i deputati leghisti Eugenio Zoffili e Guido De Martini. Annunciano che intraprenderanno iniziative per far revocare il decreto: «Vogliamo verificare decreto istitutivo, norme tecniche e vincoli imposti dal ministro Galletti – dichiarano –, dietro a presunti processi di partecipazione di pubblico, stakeholder e piena condivisione delle scelta, quanto in realtà pescatori, imprese balneari, e residenti lamentano una mancata pubblicità dei vincoli imposti e manifestano contrarietà su metodi e contenuti. Il presidente della Repubblica deve farsi garante e impedire che un governo in carica solo per gli affari correnti si avventuri in scelte politiche come l'istituzione dell'Amp».

Al coro di voci si aggiungono quelle del Sindacato italiano balnearti (Sib). «L'unico incontro informale avuto in Comune risale a un paio di anni fa, nella fase preliminare dell'istituzione dell'Amp – dice il responsabile di zona Sib, Stefano Pisciottu –. A Santa Teresa siamo una ventina di aziende del settore, 60 se ne contano nel nord Sardegna. A queste si aggiungono quelle corse. Avremmo voluto avere voce in capitolo. Ancora oggi non sappiamo quali divieti e autorizzazioni sono previsti, né i tempi di attuazione». Per il presidente regionale Sib, Claudio del Giudice: «Non è questo il modo di gestire un ambito demaniale costiero, lamentiamo poca trasparenza. Ricordiamo che il provvedimento interessa tutta la Sardegna, residenti e turisti. La nostra categoria non è stata coinvolta nella scelta importante». (w.b.)

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