La Nuova Sardegna

Olbia

L’ex gip: «Mai influenzato la collega»

di Tiziana Simula
L’ex gip: «Mai influenzato la collega»

Vincenzo Cristiano ha reso spontanee dichiarazioni difendendosi dall’accusa di ingerenze nei confronti del pm Grilletti

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OLBIA. «Non ho mai voluto influenzare i suoi procedimenti: i rapporti tra noi sono sempre stati buoni, di stima reciproca». Per la prima volta, l’ex gip del tribunale di Tempio Vincenzo Cristiano parla nell’aula del tribunale di Roma dov’è in corso il processo che lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari insieme all’imprenditore olbiese Manuel Spano. Una dichiarazione spontanea brevissima, la sua. Poche parole per confermare quanto aveva già detto prima di lui, il pubblico ministero in servizio alla Procura di Tempio, Ginevra Grilletti, sentita come teste dell’accusa. La circostanza da chiarire era quella contenuta nell’ordinanza del gip del tribunale di Roma Giulia Proto che parlava di “indebita ingerenza” dell’allora gip Cristiano nel procedimento a carico dell’imprenditore napoletano, residente ad Olbia, Cristian Ambrosio, già arrestato per traffico di droga. I due erano soci titolari di una pizzeria a San Teodoro. Proprio da un controllo dei carabinieri in quell’attività, era partita l’inchiesta che aveva portato nel dicembre 2016 ai domiciliari, con l’accusa di corruzione, il giudice di Napoli e due imprenditori, Manuel Spano per il quale è in corso il processo insieme a Cristiano e Umberto Galizia, il cui fascicolo è stato, invece, restituito dal tribunale al pubblico ministero per violazione dei diritti della difesa. L’accusa per l’ex gip è di aver favorito i due in cambio di regali, “indebite utilità”, come le hanno definite il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pubblico ministero Stefano Rocco Fava che hanno condotto le indagini.

Tra le contestazioni mosse dalla Procura romana a Vincenzo Cristiano, anche quella di presunte pressioni e ingerenze nel lavoro dei pm e giudici tempiesi per agevolare i suoi amici. È il caso, appunto, di Cristian Ambrosio. Secondo l’accusa, Vincenzo Cristiano avrebbe avvicinato la Grilletti, titolare del fascicolo, annunciandole che doveva parlarle. La Grilletti, che aveva capito che Ambrosio era un suo amico, era andata a dirgli di non permettersi più di parlarle di cose sue di lavoro. Ieri, il pm Ginevra Grilletti ha spiegato davanti al collegio dei giudici romani che la cosa, al momento, le aveva dato fastidio, ma poi, aveva chiarito con lui e capito che il suo era solo un consiglio (Ambrosio voleva rendere dichiarazioni), e non una ingerenza. «I nostri rapporti sono sempre stati buoni e tali hanno continuato ad essere», ha detto la Grilletti. Concetto ribadito subito dopo da Cristiano nelle sue spontanee dichiarazioni.

Nell’udienza precedente anche il giudice del tribunale di Tempio, Marco Contu, sentito come teste della difesa, aveva negato di aver mai ricevuto pressioni o richieste dall’ex gip per allegerire la posizione di Cristian Ambrosio e Umberto Galizia (finito a giudizio per usura).

Il processo è proseguito con una dura battaglia tra accusa – pm Stefano Rocco Fava – e difesa – avvocati Giovanni Azzena per Cristiano, Antonello Desini e Guido Da Tome per Manuel Spano – a suon di eccezioni, per rispondere alle quali si è resa necessaria la camera di consiglio. Il tribunale ha, alla fine, accolto la richiesta della difesa disponendo che nella prossima udienza, fissata per il 18 settembre, sia risentito un testimone in merito a una circostanza ritenuta importante ai fini della decisione dei giudici. Per quella data è attesa anche la sentenza.

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