Stella Maris celebra i suoi cinquant’anni tra musica e fede

Per la prima volta concerto della fanfara dei Carabinieri  Grande partecipazione all’emozionante processione a mare

INVIATA A PORTO CERVO. La musica di Suppè, Morricone e Rossini è la speciale colonna sonora di un anniversario storico. Per i 50 anni della parrocchia di Stella Maris la fanfara della Legione allievi carabinieri di Roma riempie di note e di orgoglio italiano la piazzetta di Porto Cervo. Suggestivo il concerto sotto le stelle con la quinta naturale dei maxi yacht alle spalle dei musicisti. Un’iniziativa pensata e costruita per la comunità del borgo delle stelle, vivo e pulsante tutto l’anno. «Un piccolo prodigio», lo definisce il parroco di Stella Maris, don Raimondo Satta che insieme al cappellano dei carabinieri, padre Mariano e al comandante del Reparto territoriale dei carabinieri di Olbia, Alberto Cicognani, ha organizzato il grande concerto nel cuore di Porto Cervo. Un dono di emozioni al pubblico che ha affollato il luogo simbolo della Costa Smeralda. Dalla Cavalleria leggera di Suppè alle musiche di Morricone per arrivare fino al Guglielmo Tell di Rossini e chiudere con il patriottico Canto degli italiani di Novar. Esibizione perfetta diretta dal maestro Danilo di Silvestro.

Piccolo miracolo. «I miracoli, i piccoli prodigi esistono e Maria di Stella Maris lo ha fatto – afferma don Satta –. In passato provammo più volte questa operazione, senza riuscirci. Ma tutto ha un senso nella vita e un significato. Evidentemente la presenza della fanfara a Porto Cervo doveva coincidere con questo evento per il mezzo secolo della parrocchia. Quando si festeggiano i 50 anni di un papà o di una mamma si fa grande festa in famiglia. E così anche per questa comunità per cui la parrocchia è un punto di riferimento solido, luogo di incontro e di crescita di rapporti interpersonali».

Non solo vip. Il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda ci tiene a sottolineare la vera natura del borgo di Porto Cervo. «Un luogo di valori e tradizioni – afferma i –, non solo di vacanza. Questa è un’occasione importante per abbracciare la comunità e per ricordare le persone che hanno contribuito alla nascita di Stella Maris e che oggi non ci sono più».

Salto nel passato. Fu il principe Karim Aga Khan, capo spirituale degli ismaeiliti, costola dell’islamismo, a donare i terreni per realizzare una chiesa. Un progetto sostenuto dal vescovo della diocesi di Tempio Ampurias Giovanni Melis e da don Raimondo Fresi. La realizzazione della chiesa venne affidata a uno dei più grandi architetti dell’epoca, Michele Busiri Vici. La parrocchia diventa così non solo il pilastro su cui si fonda la comunità di Porto Cervo, ma anche uno scrigno di fede e forziere di tesori dell’arte. Al suo interno alcune meraviglie della pittura come la “Mater Dolorosa” di El Greco, pittore alunno di Tiziano e geniale artista di fine Cinquecento. Dono della baronessa Tissen-Bentinck, moglie dell'ambasciatore olandese a Parigi. Le porte in bronzo sono state scolpite da Luciano Minguzzi, artista contemporaneo che ha realizzato la “Porta del bene e del male” nella basilica di San Pietro e la “Quinta porta” del Duomo di Milano. Tra i pezzi pregiati anche le due sculture in trachite esposte all’esterno. Rappresentano papa Giovanni Paolo II e San Giuseppe e furono realizzate da Pinuccio Sciola. Il crocefisso in legno sull’altare è invece una opera di scuola tedesca risalente al Settecento, mentre l’organo a canne di fine Seicento dei fratelli napoletani De Martino fu donato nel 1975.

La processione. Il momento di fede più intenso in questo cinquantesimo anno della nascita di Stella Maris è stata la processione. Prima la messa concelebrata dal vescovo Sebastiano Sanguinetti, poi il corteo a mare con la statua della Vergine Maria accompagnata dalle barche sulle onde.

Finale in musica. Gran finale in musica per rendere omaggio alla festa della parrocchia con i fuochi di artificio e il concerto di Orietta Berti.

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