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Olbia

Invitalia non vende più e anche l’advisor è scomparso nel nulla

Il contenzioso avviato dalla Marina di Portisco aveva come base normativa la Finanziaria 2007, che aveva provocato un consistente aumento del canone annuo relativo alla concessione demaniale...

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Il contenzioso avviato dalla Marina di Portisco aveva come base normativa la Finanziaria 2007, che aveva provocato un consistente aumento del canone annuo relativo alla concessione demaniale marittima. La società aveva rilevato molteplici profili di illegittimità nel processo di formazione e quantificazione da parte dell’Agenzia del demanio, proponendo istanza motivata all’ente concedente per l’annullamento dell’ordine di introito per gli anni dal 2007 al 2017, con conseguente rideterminazione dell’importo del canone e la restituzione della parte del canone pagata e non dovuta. Marina di Portisco, di proprietà di Invitalia, l’agenzia per lo sviluppo sotto il controllo del ministero dell'Economia. Pochi mesi fa la stessa Invitalia aveva predisposto una selezione per la nomina dell’advisor che si sarebbe dovuto occupare della vendita della società Italia Turismo spa e dei suoi singoli asset: tra i quali proprio la Marina di Portisco spa. Già in passato Invitalia ha espresso “per tabulas” la volontà di cedere la quota di controllo della Marina di Portisco, dal momento che già nel 2016 aveva cercato acquirenti. Poi ci aveva ripensato, con la holding nazionale controllata dal ministero dell’Economia che aveva cambiato rotta, puntando a potenziare il porto turistico olbiese nel mercato internazionale della nautica. La stessa strategia che sembra condurre le ultime vicende della società, con l’advisor che pare scomparso nel nulla. (g.d.m.)

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