Sesso davanti ai bambini: mamma rinviata a giudizio

Il processo per lei e il suo presunto amante, entrambi galluresi, si terrà a marzo. Per la Procura di Tempio avrebbe avuto rapporti in presenza dei suoi tre figli

OLBIA. Lei nega di aver avuto una relazione con quell’uomo che, dice, era solo un amico, e ancor di più nega di aver fatto sesso con lui davanti ai suoi tre bambini. La sua verità, l’ha raccontata per la prima volta a cinque anni dai fatti contestati nell’udienza scorsa al gup di Tempio Cristina Arban. Ieri la conclusione dell’udienza preliminare e la decisione del gup di rinviare a giudizio lei e il suo presunto amante. L’accusa nei confronti dei due – 45 anni, lei, 55 anni, lui, entrambi residenti in Gallura, è pesante: per la Procura avrebbero avuto rapporti sessuali in presenza dei figli della donna e l’uomo avrebbe costretto i tre bambini a subire atti sessuali e a toccarlo.

Per i due il processo comincerà il 6 marzo davanti al tribunale in composizione collegiale.

L’inquietante vicenda che avrebbe visto coinvolti i piccoli si sarebbe consumata tra le mura domestiche nel 2013, quando i genitori dei bimbi si separarono e, in attesa delle decisioni del tribunale in materia di affidamento, i bambini erano rimasti nella casa materna. A far scattare le indagini fu la denuncia del padre dei piccoli, preoccupato per i racconti che i figlioletti gli facevano nei momenti in cui erano sotto la custodia della madre. Racconti che i bimbi avrebbero confermato in sede di incidente probatorio. Ma la donna, difesa dall’avvocato Ivano Iai, si è sempre dichiarata innocente e pronta a lottare per rivedere i suoi figli (affidati al padre), che non vede da cinque anni. Davanti al gup, la donna aveva sostenuto che i suoi bambini erano stati plagiati dal padre col quale c’era stata una separazione burrascosa. Le accuse sarebbero frutto di quella situazione di pesante conflitto. E quell’uomo era solo un amico che era andato a casa sua perché lei si sentiva minacciata dal suo ex.

Una storia delicata e complessa che sarà sviscerata nel corso del processo. «Credo nell’innocenza della mia assistita e penso che la verità non sia ancora emersa perché è una vicenda complessa, con tante contraddizioni, ma auspico che nel dibattimento si riesca ad arrivare alla verità», dice l’avvocato Iai.

«Il mio assistito è totalmente estraneo ai fatti contestati e vediamo nel rinvio a giudizio e, quindi, nella celebrazione del processo, l’occasione per dimostrare la nostra estraneità. Non abbiamo fatto nessuna scelta di rito alternativo perché non vogliamo invocare sconti di pena. Ambiamo a un’assoluzione piena», aggiunge il difensore dell’uomo, l’avvocato Giampaolo Murrighile. Nell’udienza preliminare di ieri, il legale ha contestato l’incidente probatorio eseguito a suo tempo, e ha chiesto che venga rifatto.

Il padre dei bambini è assistito dall’avvocato Angelo Merlini, i minori, dall’avvocato Cristina Sardo.

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