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Olbia

Dibattito acceso in Consiglio sull’Amp

Dibattito acceso in Consiglio sull’Amp

Ok alla convenzione con il Consorzio di Tavolara. L’opposizione critica si astiene

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SANTA TERESA. Per ottimizzare la gestione dell'area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone il Consiglio comunale dà il via libera alla convenzione tra il Comune e il Consorzio dell’Amp “Tavolara-Punta Coda Cavallo”. Solo con i voti della maggioranza. Il gruppo di opposizione “A cara a ventu” si è astenuto a causa «del mancato coinvolgimento, in questi tre anni della minoranza e della popolazione, che avrebbe dovuto preventivamente fare propria l'istituzione di uno strumento di vitale importanza, rafforzato anche da un ricorso pendente al Tar». Dal canto suo il sindaco Stefano Pisciottu ha ribadito che l'Amp esiste e sarà gestita per sei mesi in modo provvisorio dal Comune, attraverso il settore guidato dalla segretaria dell'ente locale. «Il paese non merita una battaglia di retroguardia mirata a demolire qualcosa che è stato raggiunto», commenta il primo cittadino sia in merito al recente ricorso al Tar contro l'istituzione dell'Amp presentato dal Movimento sardo pro territorio e dalle associazioni di pescatori e balneari per il mancato coinvolgimento di cittadini e portatori di interesse, sia alle dichiarazioni del vice commissario regionale della Lega, Dario Giagoni, che ha assicurato una revisione ministeriale del decreto, firmato dall'ex ministro Gian Luca Galletti. «L’amp è stata voluta da questa comunità, è uno dei punti inseriti nel nostro programma elettorale – evidenzia Pisciottu –, come è stato sottolineato esplicitamente in diversi incontri pubblici in cui sono stati illustrati l'iter e la perimetrazione dell'area. Il paese ora deve battere un colpo perché i cittadini ci hanno dato mandato di governare e quindi hanno deciso a favore dell'istituzione di questo strumento importante». La minoranza afferma che la battaglia di retroguardia è lontana dalle sue azioni, ma non può approvare la convenzione con il Consorzio di Tavolara anche per il silenzio del sindaco e del ministero alle varie richieste di chiarimenti. «In tre anni – dichiara la capogruppo Angela Antona -, le nostre interrogazioni sono rimaste lettera morta, salvo un intervento del sindaco che dietro nostra richiesta nel consiglio del 10 novembre 2016 ci informò sullo stato dei fatti. Avevamo chiesto, ma mai ottenuto, una seduta consiliare ad hoc, aperta ai cittadini. Peraltro, più volte ci è stato ribadito che, essendo l’Amp il cavallo di battaglia di questa amministrazione, la vittoria era già da considerarsi un consenso. Lei è il sindaco di tutti – afferma -, non si può giustificare un assenso solo con le preferenze delle urne, dimenticando i 1.064 cittadini che hanno votato per noi e i 1.285 che non hanno espresso il loro voto». (w.b.)

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