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Ultimatum all’ex custode: via da Budelli

Ultimatum all’ex custode: via da Budelli

La Maddalena, il Parco invia una lettera a Morandi. La casa dove vive da 29 anni è un locale dello Stato e lui un abusivo

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LA MADDALENA. Custode di Budelli per missione, nella visione romantica di Mauro Morandi. Inquilino abusivo di un locale pubblico secondo il Parco. Un po’ la ragione del cuore contro la ragion di Stato. Una storia dai tratti soap che va avanti dal 2014, anno in cui l’isola, finita all’asta per i debiti della società che ne era proprietaria, viene acquistata dallo Stato e finisce nel patrimonio del Parco. Morandi, per 29 anni e mezzo abitante della Spiaggia rosa, diventa un inquilino abusivo.

Con una nota, l’ente verde rende noto l’ultimatum all’ex custode. «Porta la data del 22 novembre la lettera con cui il Parco chiede a Mauro Morandi di lasciare l'isola – si legge nel comunicato –. La richiesta nasce dalle specifiche richieste ribadite e formalizzate nel corso dell'ultimo Consiglio direttivo». Morandi è nel suo eremo rosa quando viene diffusa la nota. «Io non ho ricevuto nessuna lettera – racconta da Budelli –. L’ultima e unica notifica del Parco per andare via è del 2014. Da allora poi più nulla. Quando lo riceverò risponderò facendo le mie considerazioni». Morandi deve abbandonare l’edificio per consentire l’abbattimento degli abusi edilizi rilevati dal Comune. Si tratta di alcune parti dell’abitazione venute su nel corso degli anni senza autorizzazione. Ci sono anche pannelli di amianto da rimuovere. Il Parco intende restaurare l’immobile e utilizzarlo per finalità educativo-ambientali. I lavori dovrebbero cominciare a inizio anno. «Non so proprio come si possano fare d’inverno – afferma Morandi –. Dove andrò io? Non lo so. Sono nullatenente e non ho casa. Dovrò andare in albergo sperando che i tempi non siano troppo lunghi». La più grande paura di Morandi è che, una volta abbandonata l’isola, non gli venga più consentito di tornare. «L’ex ministro dell’Ambiente si era impegnato a trovare una soluzione per consentirmi di restare – aggiunge –. Ora sono cambiati ministro, presidente e direttivo del Parco. Di certo le telecamere non solo la soluzione per proteggere la Spiaggia rosa. Possono servire per contare chi non rispetta le regole, non per individuarli e punirli». «Il recupero dell'immobile – spiega il presidente Fabrizio Fonnesu – è uno degli obiettivi più importanti che la nuova governance ha voluto darsi. L'intenzione è ridare alla Spiaggia rosa lo splendore che merita, con la creazione di un osservatorio ambientale. Grazie a questa azione, che prevede tra l'altro il posizionamento di un sistema di videosorveglianza, potremo avere un miglior controllo su un’area di inestimabile pregio naturalistico». (se.lu.)

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