«Pazienti mai soli, ecco la svolta»
Il convegno dedicato ai malati di tumore polmonare: un team lavorerà in sinergia
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OLBIA. La gestione multidisciplinare dei pazienti con tumore al polmone è fondamentale: determina una variazione del piano terapeutico del 30% con un incremento della sopravvivenza. E’ la recente conferma emersa da un importante studio clinico americano e a parlarne è stato l’oncologo Claudio Sini. Questo uno degli argomenti affrontati al convegno sul tema “Gestione del paziente con tumore polmonare - procedure condivise”, organizzato dal Dipartimento diagnostico diretto da Vincenzo Bifulco e dal Servizio di Formazione guidato da Gianni Salis. «Favorendo il dialogo tra tutte le specialità coinvolte nella cura di questa patologia - ha spiegato Bifulco - si arriva a creare un percorso diagnostico-terapeutico inter-aziendale che incrementerà l’efficacia della nostra Assl nella strategia terapeutica». Ecco perché i presidenti del congresso (oltre a Bifulco, anche Paolo Cossurocca responsabile dell’Anatomia patologia di Olbia e Salvatore Ortu direttore di Oncologia Medica e Cpdo), hanno individuato un team di medici dedicati che permetterà di organizzare un team multidisciplinare nella Assl di Olbia che dovrà interfacciarsi con la Pneumologia di Sassari e di Nuoro e con le Chirurgie toraciche per dare appunto vita a un percorso polmonare inter-aziendale che verrà presentato all’inizio del 2019.
Due ospiti di spicco hanno preso la parola al convegno che si è svolto al museo archeologico: Alessandra Cancellieri, anatomopatologa dell’ospedale Maggiore di Bologna. che ha presentato le ultime novità sulla caratterizzazione istologica e molecolare condividendo il percorso diagnostico attivo in Emilia Romagna; e Gianpaolo Carrafiello, primario radiologo interventista dell’azienda ospedaliera San Paolo di Milano che ha parlato delle nuove possibilità di trattamento loco-regionali con la radiologia interventistica alternative alla chirurgia.
Più che soddisfatto Vincenzo Bifulco, sia per l’elevata qualità scientifica e innovativa del corso (c’erano più di 150 specialisti) che per la massiccia presenza di medici di famiglia.
«Anche l’integrazione tra medici ospedalieri e medici di base è importantissima - ha rimarcato Bifulco -. I medici di famiglia possono indirizzare i pazienti con sospetto tumore polmonare al team multidisciplinare per la presa in carico e la gestione, per una più rapida diagnosi e per una maggior efficacia della terapia. Ma anche per creare meno disagi possibile al paziente stesso. Infatti, solo con l’umanizzazione dei percorsi diagnostici-terapeutici, solo curando le persone ammalate e non la malattia, il paziente non dovrà più essere lasciato solo nella drammatica ricerca di specialisti e cure, riducendo la sua sofferenza». (s.p.)
Due ospiti di spicco hanno preso la parola al convegno che si è svolto al museo archeologico: Alessandra Cancellieri, anatomopatologa dell’ospedale Maggiore di Bologna. che ha presentato le ultime novità sulla caratterizzazione istologica e molecolare condividendo il percorso diagnostico attivo in Emilia Romagna; e Gianpaolo Carrafiello, primario radiologo interventista dell’azienda ospedaliera San Paolo di Milano che ha parlato delle nuove possibilità di trattamento loco-regionali con la radiologia interventistica alternative alla chirurgia.
Più che soddisfatto Vincenzo Bifulco, sia per l’elevata qualità scientifica e innovativa del corso (c’erano più di 150 specialisti) che per la massiccia presenza di medici di famiglia.
«Anche l’integrazione tra medici ospedalieri e medici di base è importantissima - ha rimarcato Bifulco -. I medici di famiglia possono indirizzare i pazienti con sospetto tumore polmonare al team multidisciplinare per la presa in carico e la gestione, per una più rapida diagnosi e per una maggior efficacia della terapia. Ma anche per creare meno disagi possibile al paziente stesso. Infatti, solo con l’umanizzazione dei percorsi diagnostici-terapeutici, solo curando le persone ammalate e non la malattia, il paziente non dovrà più essere lasciato solo nella drammatica ricerca di specialisti e cure, riducendo la sua sofferenza». (s.p.)
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